A Brescia le «primarie» dell’ambiente: risorse, territorio... e Metrobus

Negli spazi di AmbienteParco il dibattito a cinque tra i candidati sindaco, Castelletti e Del Bono, Fenaroli e Onofri, moderato dal giornalista Pietro Gorlani. Protagonista assoluto? Il futuro della città, tra ambiente e sostenibilità

Il futuro della sostenibilità, energia e ambiente, risorse e clima, e non poteva essere altrimenti vista l’immanente caratteristiche della location di AmbienteParco, nella sala Energica.Ambiente, proprio nella giornata inaugurale del Filo.Conduttore, un nastro di info-grafica alto 1,3 metri e alto 93 che si snoda nel verde del parco, e che per il curioso visitatore rappresenta una sorta di indice degli argomenti rilevanti che compongono il tema della sostenibilità e che verranno progressivamente approfonditi nei percorsi espositivi di Largo Torrelunga.

A dirigere l’orchestra dei cinque politici presenti l’ottimo Pietro Gorlani, giornalista del Corriere della Sera, per un dibattito che un po’ ha ricordato l’esordio televisivo delle primarie del centrosinistra, e infatti i bresciani ‘sinistri’ e candidati c’erano tutti, Laura Castelletti Emilio Del Bono Marco Fenaroli Francesco Onofri e l’eccezione che conferma la regola, Luigi Recupero, fuoriuscito dal PDL locale e ora sulla via dell’indipendenza. Dieci domande che diventano un po’ meno causa solita tirannia del tempo, su temi salienti per la città, l’ambiente prima di tutto, la gestione delle risorse e della mobilità, il PGT e il Metrobus.

In ordine sparso e variabile, con Luigi Recupero che spesso va in controtendenza, quasi difende il PGT come “continuazione logica del PRG” e con un po’ di remore sembra appoggiare anche il parcheggio sotto il Castello, prende invece netta posizione sull’inquinamento, “mi rifiuto di convivere con una situazione come questa”, e poi l’efficienza energetica necessaria, anche se “manca un vero strumento di coordinamento”.

Laura Castelletti, un po’ sospesa tra alleanze e libere iniziative ma con le idee già chiare, pianificazione urbana e patto dei sindaci, il censimento del patrimonio edilizio ma anche il Parco delle Colline, fino “alle risorse da ricalibrare”, e il dovere della “piena integrazione della linea Metro con il TPL e la rete ferroviaria continua”, tante opportunità ma anche tanti impegni, “guarire Brescia dalle vecchie ferite, salvaguardare la salute e i cittadini”.

Francesco Onofri con la sua aria da tecnico, il pensiero a qualche “intervento radicale” come la questione del Cesio, “la città che deve essere restituita ai cittadini” e ancora “il potenziamento delle infrastrutture insieme ad un’urbanizzazione dinamica dal saldo ambientale positivo, con la compensazione ecologica preventiva”, e perché no qualche ciclabile in più, “ma che siano ciclabili vere”.

Emilio Del Bono, il favorito nel testa a testa di primavera, che tra i suoi è forse il più moderno, il più europeista, e infatti “Brescia che deve essere in linea con le città del continente”, il consumo di territorio agricolo fissato a quota zero, l’edilizia popolare e sociale che viene prima del solito cemento, “politiche mirate verso un sistema integrato, fatto di efficienza e di qualità, riqualificazione e regolamentazione”.

Infine Marco Fenaroli che richiama il suo passato mai fuori moda, “i danni della Caffaro li dovrebbero pagare i padroni che se la sono data a gambe”, e intanto appare nitida la necessità di “un disegno unitario per la mobilità”, problemi sociali che vanno affrontati, dalle tariffe dei trasporti al “riutilizzo dei vuoti, anche in centro storico, per evitare quello che è l’attuale vuoto sociale, per riportare la gente in centro, per combattere finalmente il degrado”, in opposizione alle “abitudini di consumo di suolo in tutta la Lombardia, un disastro totale”.

Qualche punto in comune, tra i cinque candidati? Sicuramente la bonifica ambientale, Caffaro in testa, tutti assolutamente favorevoli, sicuramente il nuovo Parco dello Sport, tutti assolutamente contrari.

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