Bassano Bresciano: confezioni Pango spinge sull’export con il manager Carlo Secca

Secca entra in azienda con il ruolo di Direttore Export, per accompagnare lo sviluppo e la crescita di Pango nei mercati esteri

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Confezioni Pango, l'azienda di abbigliamento femminile di Bassano Bresciano, in provincia di Brescia, punta sempre più all’internazionalizzazione con l’ingresso di Carlo Secca, manager di origini umbre, che per quasi vent’anni è stato export manager in Luisa Spagnoli. Secca entra in azienda con il ruolo di Direttore Export, per accompagnare lo sviluppo e la crescita di Pango nei mercati esteri.

Gianfranco Scotuzzi, amministratore unico di Pango spiega che “la crescita della collezione Ten Ways To BE e la conferma delle vendite in crescita per la collezione Gaia Life, brand dedicato al mondo curvy, ci incoraggiano a puntare su nuovi orizzonti di vendita. Con l’ingresso di Carlo Secca la nostra squadra potrà contare sulla sua esperienza per cogliere le sfide del tessile del futuro”.

“È una nuova sfida per me” sottolinea Carlo Secca “l’obiettivo a breve termine per il 2020/2021 è portare le collezioni Pango nei grandi magazzini in medio ed estremo Oriente, aprire negozi monomarca in Europa e puntare su nuovi mercati tra cui Russia, Regno Unito e Germania”.

Confezioni Pango SpA Confezioni Pango è un’azienda di Bassano Bresciano (Bs) nata nel 1974 dal progetto imprenditoriale di Gino Scotuzzi e Pietro Marzotto e oggi è portata avanti da Gianfranco Scotuzzi, amministratore unico della società. Pango produce abbigliamento donna. Sono tre i marchi di proprietà: Gaia Life (moda curvy), Ten Ways To Be ed Extesa.

L’azienda ha chiuso l’ultimo bilancio con un fatturato di 12,8 milioni di euro – sostanzialmente invariato rispetto all’esercizio precedente - e con un utile passato da 167mila a 457mila euro. Il margine operativo lordo è invece passato dai 746mila euro a 1,05 milioni. I dipendenti sono 42. Il private label pesa il 25% del fatturato.

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