Prende a testate la moglie e minaccia la giovane figlia: "Vi brucio tutte due"

Minacce aggravate da futili motivi e lesioni personali aggravate: sono queste le accuse di cui dovrà rispondere, in aula, un 62enne di Trenzano.

Una notte di terrore, fatta di botte e pesantissime minacce. Non sarebbe stata nemmeno la prima, ma è stata quella che ha fatto scattare la denuncia nei confronti del marito e padre violento.

Madre e figlia - rispettivamente di 57 e 15 anni - erano riuscite a sottrarsi alla furia dell'uomo (un 62enne di Trenzano) scappando di casa e rifugiandosi da alcuni parenti. Ora dovranno ripercorrere quella terribile notte in un'aula di tribunale: tra pochi giorni - come riporta il quotidiano Bresciaoggi - comincerà il processo a carico del 62enne. In tribunale dovrà rispondere di minacce aggravate da futili motivi e lesioni personali aggravate.

Chiuso fuori di casa, rompe la mandibola alla moglie

L'episodio risale alla notte tra il 9 e il 10 marzo scorsi: il 62enne era rimasto chiuso fuori casa e, dopo aver fatto irruzione nell’appartamento rompendo un vetro, si era diretto in camera da letto per punire la moglie. 

Brandendo un cacciavite tra le mani l'aveva minacciata di morte, per poi colpirla al volto con una testata, tanto che la donna aveva rimediato una frattura della mandibola.

"Qui è casa mia, sono io il padrone"

"Io ti ammazzo. Qui è casa mia, sono io il padrone, non ti permettere più di chiudermi fuori" avrebbe urlato prima di aggredire la moglie, poi le minacce alla figlia: “Vi brucio nel letto tutte e due” .

A quel punto le due donne erano riuscite a fuggire e nei giorni successivi era scattata la denuncia ai carabinieri. Le indagini dei militari avevano appurato che non era la prima volta che il 62enne se la prendeva con moglie e figli, sfogando su di loro la sua rabbia: l'uomo era stato quindi raggiunto dalla misura dell’allontanamento da casa.

Pistola e munizioni nel comodino

Erano anche scattate le manette: nel comodino usato dal 62enne, i militari avevano infatti trovato una pistola artigianale calibro 22 , priva di marchi e segni distintivi -  quindi considerata clandestina-  e alcuni proiettili. L'uomo, che precedentemente aveva negato di detenere armi, era stato sottoposto alla misura dei domiciliari.

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