Panico a scuola, i bambini hanno la scabbia: "Nessuna emergenza sanitaria"

Massima allerta all’istituto Rita Levi Montalcini di Torbole Casaglia, dove l’Ats ha accertato alcuni casi di scabbia: “Nessuna emergenza sanitaria”, ribadiscono le autorità

Pustole da scabbia (foto d'archivio)

Una vicenda che sta facendo parecchio rumore, in paese e non solo: come segnalato da Ats, all’istituto comprensivo Rita Levi Montalcini di Torbole Casaglia sono stati riscontrati dei casi di scabbia, la nota “infestazione contagiosa” della pelle causata principalmente dall’acaro Sarcoptes scabiei, parassita molto piccolo e di solito non direttamente visibile, che si inocula sotto la pelle del soggetto colpito provocando un intenso (e fastidioso) prurito allergico.

Nessuna emergenza sanitaria, comunque: dall’istituto comprensivo fanno sapere che non sarà nemmeno necessario un intervento di disinfestazione delle aule scolastiche nel complesso, perché basterà garantire un’efficace pulizia dei locali, anche con detergenti comuni.

Non è dato sapere al momento quanti siano i casi accertati sotto la lente dell’autorità sanitaria: ci sono le comunicazioni ufficiali dell’Ats e quelle dell’istituto comprensivo, il particolare l’ultimo “messaggio” a firma della dirigente scolastica inviato a genitori e famiglie, in cui appunto viene scongiurata l’emergenza sanitaria e si rassicura sul fatto che “la situazione è completamente sotto controllo”.

La dirigenza scolastica

Certo non finisce qui: la dirigenza scolastica raccomanda ai genitori la massima attenzione, e in particolare di tenere d’occhio l’eventuale “apparizione” (da qui a un mese e mezzo) di eruzioni cutanee o pruriginose sospette. Sono questi infatti i tempi di incubazione della scabbia: dalle quattro alle sei settimane per diventare sintomatica.

Considerata dall’Organizzazione mondiale della Sanità come una patologia legata all’acqua, la malattia può essere trasmessa anche da oggetti inanimati, anche se il primo vettore di contagio rimane il contatto diretto pelle-pelle, solitamente dopo un contatto prolungato. Non è una malattia grave, ma se non curata adeguatamente può prolungarsi nel tempo.

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