Cassaforte svuotata, poi l'incontro ravvicinato coi ladri: pomeriggio di paura per Silvia Razzi

Brutta avventura per l'esponente di Fratelli d'Italia e consigliere comunale a Lonato. I ladri sono stati presi, la refurtiva no

La cassaforte svuotata. Fonte: Facebook

La paura per la propria incolumità e il rammarico per ciò che stava succedendo, trasformati in rabbia e determinazione per tentare di acciuffare i ladri. Silvia Razzi e la sua famiglia hanno vissuto un pomeriggio da incubo a causa di un furto - con conseguente inseguimento dei ladri - all'interno della loro abitazione. 

La Razzi, esponente di Fratelli d'Italia (con la responsabilità a livello provinciale per i settori di Turismo e Cultura) e consigliere comunale a Lonato, era da poco uscita dalla sua casa di Puegnago col marito e il figlio Leo per recarsi a pranzo a Salò, quando è arrivato sul cellulare l'allarme di un'incursione. Attraverso le telecamere installate in casa, sul telefono sono apparse le immagini dei ladri al lavoro con il flessibile per aprire la cassaforte. Dopo aver chiamato i carabinieri, la Razzi e il marito hanno invertito la direzione dell'auto e si sono diretti verso casa. 

Una volta raggiunta l'abitazione, i ladri colti sul fatto sono saliti sull'auto e sono partiti, non prima che la Razzi e il piccolo Leo riuscissero a vedere e memorizzare il numero di targa, dopo un breve inseguimento a piedi. Il marito del consigliere invece si è messo all'inseguimento dei malviventi in auto, assieme ai carabinieri di Manerba, ma purtroppo i ladri hanno fatto perdere le loro tracce. A 24 ore di distanza però, la Razzi è stata chiamata in caserma per il riconoscimento: due rom sinti erano stati da poco fermati a arrestati. Della refurtiva, nessuna traccia. 

Tutta la vicenda è stata riportata nei minimi dettagli dalla stessa Razzi, su Facebook, dove l'esponente di Fratelli d'Italia esprime il proprio rammarico per il furto, ma al contempo si dice consapevole della determinazione con la quale l'intera famiglia ha affrontato la situazione: «Quando ti trovi davanti queste persone scatta qualcosa che mai ti saresti aspettata: una freddezza e una lucidità che non sapevo di avere. Sono cosciente del fatto che non rivedrò più nulla di ciò che ci è stato rubato... oltre all’elevato valore economico, ciò che mi disturba maggiormente è il valore affettivo di ogni oggetto». Il bottino dei ladri, purtroppo, è di tutto rispetto: contanti, preziosi, oro, buoni postali, e i regali della cresima di Leo. 

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