Cellatica: cinque profughi in un appartamento del Comune

Scappati dal Mali e da una guerra fin troppo 'europea' hanno trovato lavoro e accoglienza tra Cellatica e Roncadella, con la compartecipazione delle amministrazioni comunali e di un'associazione ONG

Scappati dal Mali e dalla guerra, proprio quella in cui lo ‘zampone’ dell’Unione Europea si è fatto decisivo, con l’intervento francese per ‘liberare’ il Paese dalla minaccia ribelle, proprio in quelle zone dove i giacimenti d’uranio si facevano numerosi.

Sono arrivati in cinque in terra bresciana, rifugiati per motivi politici e richiedenti asilo, sistemati da poche settimane in un appartamento messo a disposizione dall’amministrazione comunale di Cellatica, e sequestrato dalla malavita organizzata, con la collaborazione della ONG Adl Zavidovici.

Lontani migliaia di chilometri da casa, si sono rimboccati le maniche anche grazie all’aiuto delle associazioni locali, ora il loro processo di integrazione ha fatto passi da gigante. Tutti insieme, in quell’appartamento, tutti quanti che si avvicinano al mondo del lavoro.

Due di loro sono stati assunti ‘part-time’ dal Comune di Roncadelle, che li occupa nella manutenzione di verde e strade. Gli altri tre invece hanno avviato un progetto di “borse di lavoro”, e sono attualmente occupati in tre imprese locali: un albergo, una ditta di elettricisti, un’officina.

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Tra tutti c’è anche chi si è già fatto una fama, giocando nella squadra locale di calcio a undici. Un destro micidiale, si racconta, e “un fiato che non finisce più”.

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