Accoglienza profughi, imprenditore nei guai: guadagnava 7.000 euro al giorno

Blitz dei carabinieri in una quarantina di strutture in particolare nella Bassa Bresciana: nel mirino degli inquirenti gli alloggi e i locali riconducibili all'imprenditore Angelo Scaroni, di Montichiari

Foto d’archivio

Scoppia il caso-profughi anche nel Bresciano: l'ipotesi di reato (anche se al momento nessuno risulta iscritto nel registro degli indagati) è di truffa ai danni dello Stato. Blitz dei carabinieri solo poche ore fa: i militari hanno passato al setaccio una quarantina di strutture, in particolare nella Bassa, e tutte riconducibili all'imprenditore Angelo Scaroni, 43 anni di Montichiari. Lo scrive il Giornale di Brescia.

Il nome di Scaroni torna alla ribalta delle cronache dopo soli pochi giorni. La settimana scorsa infatti una cinquantina di profughi erano stati ospitati per una sola notte all'ex resort di lusso Borgo Machetto, finito all'asta dopo un fallimento e che risulterebbe appunto di proprietà dell'Agriscar, di proprietà di Scaroni.

Nel mirino degli inquirenti ci sarebbero alcune modalità di gestione dell'emergenza migranti non troppo trasparenti. Tanto che si ipotizzerebbe addirittura la truffa ai danni dello Stato. In particolare, ai bandi pubblici per la gestione dei richiedenti asilo (e per ricevere poi i 35 anni euro al giorno di cui solo 2 vanno ai profughi: gli altri 33 alla struttura) sarebbero state fatte partecipare anche strutture inesistenti.

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