Mediatrade, la difesa: «Trasferire processo a Roma o a Brescia»

Nel corso dell'udienza mattutina del Tribunale di Milano le eccezioni preliminari sollevate dalle difese: Dinacci e Ghedini chiedono il trasferimento del processo di Mediatrade in terra romana o bresciana

Il processo Mediatrade deve traslocare a Roma o a Brescia. È questa una delle eccezioni preliminari sollevate dalle difese, in particolare quella di Piersilvio Berlusconi, stamattina nel corso dell'udienza davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano. Secondo l'avvocato Filippo Dinacci, che insieme a Niccolò Ghedini assiste Piersilvio Berlusconi, il procedimento, come ha illustrato in aula, va trattato unitamente nella capitale dove è radicata la competenza in quanto lì aveva sede Rti e lì è stato commesso il primo reato.

Invece la Procura di Milano, a detta del legale, nonostante l'orientamento giurisprudenziale contrario ha stralciato una parte del processo a favore del capoluogo lombardo. Inoltre Ghedini ha chiesto il trasferimento del fascicolo a Brescia in quanto una serie di magistrati in servizio nel distretto giudiziario di Milano sono titolari di azioni Mediaset.

Eccezione quest'ultima che però sembra già essere superata in quanto i giudici questa mattina hanno respinto la richiesta di costituirsi parte civile di Marco Bava, titolare di un solo titolo, escludendo dunque la possibilità di eventuali danni per i piccoli azionisti. Infine il legale di Frank Agrama e di due cittadini di Hong Kong, avvocato Roberto Pisano, ha eccepito il difetto di giurisdizione in relazione al reato di riciclaggio contestato ad alcuni degli imputati.

(ANSA)

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