Questione di Metro, a Sanpolino troppo rumore: «E ve ne fregate»

L'assemblea dei residenti, da Corso Bazoli e dintorni a davvero due passi dalla Metro e dalla stazione di Sanpolino. Rumori molesti e assordanti, luci e privacy perduta: "Ci avete abbandonato"

L’altra faccia della Metro, quella meno brillante e meno colorata, quella dei rumori molesti e del disagio raccontata nel corso della prima assemblea pubblica degli ‘indignados’ di Sanpolino, i residenti che la Metro ce l’hanno proprio davanti, a pochi metri da finestre e balconi. A promuovere la serata Erica Chiarini,  la prima a prendere la parola e che più di tutti chiede alle presenze istituzionali nella sala di Piazzetta Ragni (il presidente di Circoscrizione, i rappresentanti di Brescia Infrastrutture e Metro Brescia) di trovare “una soluzione in civiltà”, perché i disagi “sono tutt’altro che indifferenti, soprattutto in previsione della stagione estiva”. L’assunto è semplice ma efficace: “Se ho acquistato una casa con la terrazza mi piacerebbe anche poterla usare. Va bene la Metro, non va bene che a subirne le conseguenze negative sia un quartiere intero”.

Tante le voci arrabbiate, Argentino e la moglie che si chiedono “come si fa a progettare una stazione a 20 metri dalle case”, e attaccano direttamente, “ve ne siete fregati altamente nonostante i disagi denunciati”, c’è pure un esposto, ci sono le lettere e le telefonate. Gente che ha chiamato pure di notte, come accusa Claudia, “quando c’erano i collaudi, freni che stridono e sirene, altoparlanti e rumori”, insomma “non è un problema dell’ultimo momento” tanto che Grazia, parlando ancora di “altoparlanti assordanti” con amara ironia si chiede se mai un cardiopatico possa salirci davvero, sul trenino.

Il Metro overground solo a Sanpolino ma, attacca Giuseppe, “quando ho comprato casa mi hanno che la Metro sarebbe stata a raso, qui non è come a Brescia Due, qua non ci abitava nessuno e avete fatto quello che avete voluto”. Abitazioni pagate anche 180mila euro, aggiunge Giancarlo, “e che dovrebbero essere accoglienti, è assurdo invece aver portato la stazione della Metro all’interno di due caseggiati”. Da Corso Bazoli il tono è chiaro, “provate voi a stare qua un giorno intero, venite qua voi a sentire il disagio”, per Rosalba addirittura “è peggio di un’autostrada, e ogni guasto sembra infinito, sabato e domenica li abbiamo sentiti per ore”, e non è solo problema di treni, il signor Spagnuolo infatti lamenta “i primi rumori dalle 5 della mattina, abito al primo piano e le macchine le sento, quante ne passano sotto casa, la Metro è già partita ma i parcheggi ancora non ci sono”.

Giuseppe De Lucchi dal civico 73, “io sto al terzo piano, venite pure a sentire, anche con le finestre chiuse”, le mancanze poi sono tante, “i vigili non passano mai, in cinque anni li ho visti due volte, il nostro è un quartiere abbandonato”. Anna invece abita al quarto piano, non ha bisogno di aprire le finestre per sentire il rumore, “è come se dormissi con la Metro al mio fianco, per non parlare delle luci, quel neon azzurro che mi entra in casa, manco fossi in discoteca”.

Soluzioni temporanee già in adozione, il volume appena ridotto degli altoparlanti, interni sì ed esterni forse ma, spiegano da Brescia Infrastrutture, “è un problema di omologazione e di autorizzazioni”, quindi cuore in pace o quasi, ha detto l’ingegner Lazzari, “ricordatevi che quello che è successo prima del 2 marzo vi garantiamo che non capiterà più”. I residenti intanto parlano già di pannelli fonoassorbenti, magari trasparenti, magari poco impattanti. Perché la primavera si avvicina, e l’estate anche.

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