Svolta nel giallo di Marcheno: gli operai e i nipoti di Bozzoli indagati per omicidio

Perquisite le abitazioni degli operai Maggi e Abu e di Alex e Giacomo Bozzoli, nipoti dell'imprenditore scomparso lo scorso 8 ottobre

L'uscita dei nipoti di Bozzoli dalla caserma ©Bresciatoday.

BRESCIA. La svolta nel giallo di Marcheno arriva in una soleggiata mattina di dicembre, a due mesi e 10 giorni di distanza dalla scomparsa di Mario Bozzoli. I nipoti dell'imprenditore, Alex e Giacomo, e due degli operai, Oscar Maggi e il senegalese Akwasi Aboagye sono stati iscritti nel registro indagati per concorso in omicidio volontario e distruzione di cadavere. La sera della sparizione di Mario Bozzoli si trovavano in azienda e con loro c'era anche Giuseppe Ghirardini, il cui cadavere è stato trovato nei giorni successivi a Ponte di Legno. 

Nella mattinata di venerdì 18 dicembre, i Carabinieri di Brescia, comandati dal colonnello Giuseppe Spina, hanno perquisito le abitazioni e tutte le pertinenenze degli indagati, poi la svolta. Prima gli operai e poi i nipoti dell'imprenditore si sono presentati, con i relativi avvocati, al comando Provinciale di piazza Tebaldo Brusato per ricevere la notifica dell’avviso di garanzia. A quanto si apprende non ci sarebbero stati interrogatori e non ci sono gravi indizi tali da giustificare il fermo di qualcuno degli indagati, che sono quindi in stato di libertà.  Il codice di procedura penale prevede che dalla convocazione all'esecuzione dell'interrogatorio debbano passare almeno tre giorni, per dar modo agli avvocati di studiare gli atti ed è quindi presumibile che i sostati verrano ascoltati il prossimo lunedì. 

Ma l'iscrizione nel registro degli indagati dei due operai e di Giacomo Bozzoli, 30 anni, e Alex, 36, consente ai militari di svolgere ulteriori accertamenti anche biologici, come il prelievo del Dna. Ci sarebbero delle novità investigative importanti, ma sull'esito delle perquisizioni vige il più assoluto riserbo. 

 Gli operai sono usciti dalla caserma poco dopo le 13, mentre la Porche Cayenne di Giacomo Bozzoli, 30 anni, è sfilata davanti agli obiettivi attorno alle 15.30. Né gli indagati, né i rispettivi legali hanno voluto rilasciare dichiarazioni alla stampa. Nessun provvedimento è stato emesso nei confronti di Adelio, il fratello dell'imprenditore scomparso. 

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