Collettore si solleva dal fondale: sfiorato il disastro ambientale sul Garda

Un tubo di oltre 50 metri è riemerso dal fondo delle acque del lago di Garda, al largo di Lazise: allarme rientrato, i tubi sono intatti. Ma si è rischiato il disastro ambientale

Disastro ambientale sfiorato sul Garda. Torna prepotentemente d'attualità la questione della depurazione sul lago, a seguito dell'inattesa emersione di parte del collettore appoggiato sul fondo, lungo circa 50 metri, che lunedì mattina si è verificata al largo di Lazise.

Le coordinate: le tubature sono emerse praticamente di fronte al lungolago Cavazzocca Mazzanti, a poche decine di metri dalla riva. Immediato l'intervento dei tecnici di Ags, l'azienda con sede a Peschiera che si occupa della gestione della depurazione sulla sponda veronese del lago. Allarme rientrato: per fortuna, non è successo nulla.

Una concatenazione di fattori: a scatenare la risalita una bolla di gas o aria provocata però dagli stessi reflui che i tubi trasportano. A questo si aggiunge il fondale molto basso, in quella zona, e la mancanza di pesi o ancore che potessero trattenere a fondo il tubo.

Non pochi i preoccupati, quelli che si sono accorti del tubo galleggiante, ricoperto di melma e fango. A parte il rischio ambientale, solo sfiorato, in poche ore era già salita la febbre: poteva essere la volta buona, poteva essere davvero Bennie, il mostro del Garda.

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