Intervista al sindaco di Mazzano: «Italcementi? Una sfida affascinante»

Continua il nostro viaggio tra i Comuni coinvolti nella costruzione del nuovo altoforno. Domani la firma del protocollo, il sindaco Franzoni: "Gli interessi contrapposti hanno trovato una conciliazione ideale nelle linee guida"

Ormai è più che ufficiale, domani pomeriggio arriverà la sottoscrizione congiunta dell’accordo sul protocollo e sulle linee guida che delimitano l’intervento espansivo dello stabilimento Italcementi di Mazzano e Rezzato, in presenza dei due primi cittadini e dei rappresentanti dell’azienda con sede a Bergamo. Il nostro viaggio continua, ora ci fermiamo a Mazzano, dove abbiamo incontrato il sindaco Maurizio Franzoni: i lavori cominceranno a breve, presto sarà varata anche la Commissione di vigilanza e controllo.

“La Commissione vigilanza è una cosa di cui si parlava da tempo e che nell’ultimo protocollo ha preso forma concreta, con un regolamento preciso sulla sua funzione. Questa Commissione, non appena i Comuni avranno designati i loro rappresentanti – e questo avverrà piuttosto in fretta – sarà per molti aspetti innovativa perché avrà un compito importante, non solo di controllo ma anche di collaborazione con l’azienda, proprio per il raggiungimento dei fini ultimi che ci siamo prefissati con l’approvazione delle linee guida”.

Entro il biennio 2018/2019, quando l’impianto sarà completato, le emissioni inquinanti dovranno essere ridotte almeno del 75%. Una prova importante, anche e soprattutto per Italcementi: “Immaginare una società per azioni multinazionale che accetta la sfida di realizzare uno stabilimento d’avanguardia, e contemporaneamente accetta di partecipare in posizione di minoranza numerica in una Commissione di vigilanza sull’attuazione degli accordi presi credo sia qualcosa di affascinante anche per loro. Con questa scelta Italcementi ha finalmente optato per la linea della collaborazione e della trasparenza nei confronti delle amministrazioni sul cui territorio è ospitato lo stabilimento. Non credo che a questi livelli si sia mai giunti prima in Italia”.

Una piccola vittoria per i due Comuni, e per la popolazione locale che ora si aspetta risultati concreti. “Io confido che gli obiettivi dell’abbattimento emissivo saranno raggiunti nei termini contenuti nelle linee guida entro il 2018/2019 – prosegue il sindaco Franzoni – perché quegli obiettivi sono la condizione per l’assenso all’intervento da parte delle amministrazioni. L’interesse dei Comuni è evidente, dalla tutela dell’ambiente alla tutela del territorio con particolare riferimento agli emissivi, ma anche a tutto ciò che circonda una struttura così grande e così importante come un cementificio di queste dimensioni”.

Ma se l’interesse degli enti è più che ovvio ed evidente, quello dell’azienda può diventare ancora più intrigante, su più fronti. Anche per la propria immagine nazionale e internazionale: “Nel momento in cui Italcementi dimostrasse che questa scelta di condivisione, di trasparenza e di impegno sull’ambiente trovasse il conforto dei risultati, in questo caso potrà poi in Italia approcciarsi verso altre amministrazioni locali che ospitano altre cementerie, e citare l’esempio di Mazzano e Rezzato proprio per sostenere interventi analoghi anche in quei luoghi. Diversamente credo che la stessa Italcementi affronterebbe dei rischi importanti, sarebbe controproducente anche per loro”.

“Gli interessi che sembravano all’inizio contrapposti hanno trovato una conciliazione ideale nelle linee guida e nel protocollo, che contiene tante promesse e tante aspettative che ci aspettiamo vengano mantenute e rispettate”. L’azienda leader del cemento italiano provvederà inoltre al versamento di circa cinque milioni di euro per ogni Comune, un contributo concreto che Italcementi fornisce al territorio che da tempo la ospita. “E’ chiaro che di questi tempi qualunque erogazione a favore degli enti locali fa comodo – conclude il sindaco di Mazzano – soprattutto ora che soffriamo tutti per i limiti imposti dal patto di stabilità”.

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“Queste risorse verranno utilizzate per opere di natura compensativa, sia di natura ambientale che in direzione della popolazione che dovrà sopportare il nuovo peso insediativo, nella direzione del miglioramento della vita sociale della comunità. Di questo siamo sicuri, questa è la rotta che seguiremo”.

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