Dieci furti in un mese, mamma aggredita in casa: arrestata famiglia di ladri

In manette un 47enne e i suoi tre figli: sono responsabili di 10 furti messi a segno in Valcamonica la scorsa estate. Durante un colpo hanno aggredito una giovane mamma, che li aveva scoperti a rubare

La refurtiva recuperata © Bresciatoday.it

Una famiglia di ladri, letteralmente. È composta da un 47enne italiano di Paderno Franciacorta, dai figli di 20 e 28 anni e dalla figlia 23enne la banda di specialisti in furti in abitazione sgominata dai Carabinieri della compagnia di Breno e della stazione di Esine: per loro le manette sono scattate giovedì mattina. Tutti con precedenti per reati specifici, sono finiti in carcere: sono la mamma è rimasta a casa, perché non ha partecipato ai colpi messi a segno. Dieci, in tutto, quelli contestati, tutti avvenuti nel giro di una trentina di giorni - tra luglio e agosto - in Valcamonica. Esine, Pisogne e Berzo Demo i comuni colpiti.

Le indagini sono state avviate dai Carabinieri di Breno, dopo un furto sfociato in rapina avvenuto nella mattinata del 12 luglio. Nel mirino della banda era finita una villetta della frazione di Plemo di Esine. Come da consolidato copione, i malviventi avevano scelto, dopo aver girato in auto per la zona, una casa isolata che pensavano pure vuota: la proprietaria era infatti appena uscita.

Ladri in casa mentre il figlio dorme, mamma aggredita

All’interno però era rimasto il figlio 15enne che dormiva nella sua stanza. Il suo sonno era stato bruscamente interrotto dai rumori provenienti dall’esterno, provocati dai componenti della banda che stavano forzando il portone d’ingresso. Spaventato, aveva preso il telefono per chiedere aiuto alla mamma e si era chiuso a chiave nella sua una stanza. 

La donna nel frattempo si era precipitata a casa: davanti all’ingresso il faccia a faccia con uno dei ladri che stava rovistando all’interno dei mobili della cucina. Il malvivente, per garantirsi la fuga, si era avventato sulla donna e l’aveva spinta violentemente contro un mobile, scappando di corsa verso il complice che lo stava aspettando in auto. 

Solo allora era partita la chiamata al 112 ed erano scattate le indagini. Visionando le immagini delle telecamere comunali era stata individuata l’auto usata per il colpo e i militari erano rislaiti ai pregiudicati: gli stessi che qualche giorno prima, il 9 luglio, avevano tagliato con un flessibile una cassaforte a Esine. 

Dieci furti in un mese

Gli altri furti sono stati commessi a Esine, il 13 luglio e poi a Pisogne. Il giorno di Ferragosto avevano agito a Berzo Demo e a Bormio. Proprio al rientro dalla provincia di Sondrio erano stati intercettati e sottoposti a controllo da parte di una pattuglia del radiomobile di Breno.  In auto c’erano il padre e il figlio ventenne. All’interno del pannello di una portiera i Carabinieri aveano recuperato una quarantina di monili in oro: collane, bracciali, orecchini e anelli, per un valore superiore a 10mila euro, oltre a diversi attrezzi da scasso (pinze e grossi cacciaviti). Trovati anche 500 Euro in contanti ed altre banconote straniere. Si trattava della refurtiva provento dei furti di Berzo Demo e Bormio. In quella occasione erano stati denunciati in stato di libertà per ricettazione.

Il modus operandi




Ricostruito il loro modus operandi: i quattro colpivano di giorno, approfittando dell’assenza da casa dei proprietari  in zone isolate e senza effettuare sopralluoghi nei giorni precedenti. Per entrare all’interno forzavano -con dei grossi cacciaviti - i portoncini o le finestre. Agivano in tre: uno faceva irruzione nelle case per arraffare tutto ciò che c’era du valore, un secondo faceva ‘il palo’ all’esterno e un terzo attendeva in auto. 

Al termine del indagini il gip - in considerazione dei loro numerosi precedenti penali e dell’attività investigativa - ha emesso nei loro confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
 Nel provvedimento restrittivo il loro modo di colpire è stato definito “collaudato e ripetuto nel tempo con inquietante frequenza”.
 La misura è stata eseguita nella mattinata di giovedì: il 47enne e i tre figli dovranno rispondere di concorso in rapina, furti in abitazione, ricettazione, lesioni personali e porto di oggetti e strumenti atti allo scasso. 

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