Discarica di amianto a San Polo: per un cavillo burocratico si farà

Ieri il tar di Brescia ha respinto il ricorso del Codisa, comitato cittadino di San Polo, contro la costruzione della discarica di amianto di San Polo. La motivazione? Un cavillo burocratico per una mancata notifica

Omessa tempestività di notificazione: questa in poche parole la motivazione per cui ieri il Tar di Brescia dopo oltre un anno e mezzo di dibattimenti ha respinto il ricorso del comitato Codisa di San Polo contro la realizzazione di una mega discarica di amianto nella zona di San Polo e Buffalora.

80mila metri cubi di amianto sotterrate nel territorio dove i comitati vorrebbero che sorgesse il Parco delle cave e dove invece ora l'Aia della Regione Lombardia permetterà alla società Profacta, del gruppo Faustini, di realizzare il sito di smaltimento.

Il respingimento del ricorso non si basa sul merito e la sostanza delle richieste avanzate dal comitato Codisa, ma su un mero cavillo burocratico: la notifica del ricorso inviata a un indirizzo errato rispetto alla concreta sede della società Profacta, che non ha mai ricevuto la raccomandata.

Ora solo un appello al Consiglio di stato potrebbe dare ancora una speranza ai comitati cittadini: "Non abbiamo ancora deciso se andare avanti con la vicenda giudiziaria - ha detto Gabriele Avalli del Codisa a Bresciatoday - venerdì incontreremo il nostro legale per valutare la situazione a mente fredda dove valuteremo se proseguire con un ricorso o valutare altre forme di azione".

"Nel nostro incontro del 27 maggio scorso il sindaco Paroli ha sottoscritto una lettera di intenti che oltre ad appoggiare il progetto del Parco delle Cave si impegna a impedire la costruzione della discarica di amianto - continua Avalli -Al di là delle aule di tribunale in queste ore ci stiamo attivando per sollecitare il sindaco per far seguito alla lettera di intenti sottoscritta in quell'incontro. Lancio la proposta di aprire un tavolo di concertazione tra noi comitati le istituzioni con gli assessori competenti allo sport e all'urbanistica e l'imprenditore che dovrà costruire la discarica, per trovare soluzioni alternative".

"Sono oltre due anni che i cittadini di San Polo si stanno mobilitando per dire no alla discarica dei veleni sul loro territorio, anche Beppe Grillo si è speso personalmente per la causa.  Un cavillo burocratico non può superare il merito della questione. Tutto questo lascia l'amaro in bocca. Serve una ricomposizione sociale di questo conflitto, dal sindaco che è il sindaco di tutti ci aspettiamo proprio questo perché se l'imprenditore  Faustini che è proprietario dei terreni gira voce che sarà anche colui che costruirà il nuovo stadio, su cui noi non concordiamo, allora si devono trovare delle soluzioni politiche".

 

 

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