I ragazzini al prete: “Per quante volte lo dobbiamo fare gratis?”

Le intercettazioni telefoniche tra il prete di Solza, don Diego Rota, e le sue due vittime minorenni: uno smartphone in regalo in cambio di sesso. Gli incontri avvenivano spesso al cimitero di Seriate

Don Diego Rota

“Stupore, sgomento e profondo dolore. Confidiamo nella giustizia, vogliamo che tutto il cuore che la verità si affermi”. Questa la nota con cui la curia bergamasca ha replicato alla notizia dell'arresto di Diego Rota, giovane parroco – ha 45 anni – di Solza, piccolo Comune di meno di 2000 abitato che si trova nell'Isola, ad una quindicina di chilometri dal capoluogo.

Don Diego tale più non è: immediatamente sospeso dal suo ruolo, ancora mercoledì. Ora in manette, accusato di sesso a pagamento con minorenni: come i suoi 'colleghi' di indagine, rischia fino a 6 anni di reclusione. Avrebbe partecipato a sette incontri, con due diversi ragazzi: li pagava 20 euro alla volta, fino alle decisione di regalar loro un cellulare.

Si faceva chiamare Marco, per non destare sospetti, ovviamente non indossava mai il suo abito talare: la location prediletta per gli incontri sarebbe stata il cimitero di Seriate. Gli inquirenti hanno reso note alcune intercettazioni: ai due giovanissimi don Rota avrebbe regalato una coppia di smartphone, da 399 euro l'uno.

Sesso a pagamento con minori
Tutti i nomi degli arrestati

I due 'pezzi' pregiati andavano ripagati però un po' alla volta, in natura. “Per quante volte ancora lo dobbiamo fare gratis?”, chiedevano i ragazzi al prete. “In tutto sono 20 volte, ne abbiamo ancora 15. Ma se fai il bravo, e non mi bidoni come fai sempre, allora potrei scontartene qualcuna”. Venne quasi aggredito dal fratello di una delle due vittime.

Li pagava 20 euro alla volta, li raggiungeva sempre a bordo di un potente Suv. Ora è agli arresti domiciliari, sostituito in parrocchia da un 'commissario' inviato dalla curia. Classe 1970, Diego Rota era arrivato a Solza nella metà del 2012. Prima di allora è stato parroco a San Pietro e San Gallo, e membro del consiglio presbiteriale diocesano di Bergamo.

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