Epidemia di polmonite, nasce un comitato e si pensa alla class action

Formalizzata la nascita del comitato di salute pubblica "La corsa per la vita", sostenuto anche da un avvocato che raccoglierà le istanze delle persone ammalate per chiedere un risarcimento

Mentre l'emergenza sembra rientrare, i cittadini dei comuni maggiormente colpiti dall'epidemia di polmonite- oltre 700 i casi accertati- si danno da fare per non far spegnere i riflettori sulla vicenda. È stata formalizzata mercoledì sera la nascita del comitato di salute pubblica "La corsa per la Vita" , presieduto dal suo promotore Carmine Piccolo. L'obiettivo principale, ma non l'unico, è quello di arrivare a una verità sulle cause del contagio. 

Il sodalizio, nato a Montichiari, è pronto anche a lanciare un'azione legale per chiedere un risarcimento e si è rivolto ad un avvocato - il legale Donatella Menta -  per valutare la possibilità di intentare una causa civile cumulativa.

Un'azione legale che potrà essere portata avanti solo dalle persone che sono state contagiate dalla polmonite o dalla legionella e non dal comitato. Si tratta, per ora, solo di una possibilità, ha spiegato l'avvocato. Per valutare la possibilità  di una causa civile, e chiedere un risarcimento per la violazione del diritto alla salute, è indispensabile riunire intorno a un tavolo tutte le parti coinvolte: le persone colpite dall'epidemia, i consulenti tecnici e le realtà che sarebbero responsabili.

Tra gli scopi del comitato, che intende collaborare con altre realtà nate nei paesi vicini: "Ottenere dalle pubbliche autorità interventi volti a sottrarre la popolazione dai pesanti impatti dell'inquinamento del territorio o a ridimensionare le sue possibili cause, attraverso l'adozione di prescrizioni, la redazione di protocolli e l'incremento di controlli e vigilanza".

Durante la prima riunione si è parlato anche dei fanghi di defecazione: è stata proposta una raccolta firme per chiedere ad Ats di effettuare alcuni controlli.

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Commenti (1)

  • è giusto sapere il motivo dell'epidemia.dalle istituzioni che dovrebbero tutelarci silenzio assoluto.

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