"Questa cosa resti tra noi": quando il vescovo cercò di coprire un prete pedofilo

Pochi mesi fa la condanna in primo grado per don Mauro Galli, ex parroco di Rozzano: una vicenda oscura che ha coinvolto anche il vescovo di Brescia

Il vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada e don Mauro Galli

Gli sviluppi giudiziari

I genitori di Fausto, nome di fantasia, denunciano l'accaduto nel 2014. Nei mesi successivi verrà sentito anche Mario Delpini, che oggi è arcivescovo di Milano. Sarà lui ad ammettere davanti ai familiari di aver voluto trasferire don Galli da Rozzano a Milano. La condanna in primo grado per don Galli arriverà quattro anni più tardi, nel settembre del 2018. 

Nel mezzo la tribolata esistenza del ragazzo vittima dell'abuso. “Sono un sopravvissuto – avrebbe detto il giovane – perché ho tentato il suicidio ben quattro volte”. Circostanza poi confermata dalla madre, intervistata ancora da Fanpage: “Mio figlio ha lasciato la scuola, ha cominciato a stare male. Fino a decidere di pensare di togliersi la vita, con quattro tentativi di suicidio”.

Seguiranno dei ricoveri in ambito psichiatrico protetto, e nuovi percorsi terapeutici. “Siamo sempre stati una famiglia cattolica – ha detto ancora la madre – e inserita in parrocchia. Ma anziché essere riconosciuti come vittime dalla Chiesa, siamo diventati la loro controparte al processo. Ed è questa forse la cosa più dolorosa, e incomprensibile”.

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