#Sessismofuoridallepalle: al via da Brescia la mobilitazione nazionale

Sessismo e discriminazione nello sport, #fuoridallepalle: parte domenica dal Palaleonessa di Brescia la campagna nazionale contro la violenza sulle donne

Passerini, Bragaglio, Esposito - Foto © Bresciatoday.it

Nessuno ha intenzione di andarci leggero: visto il tema, è meglio parlarsi subito chiaro. #Sessismofuoridallepalle è l’hashtag che lancia ufficialmente la campagna nazionale di sensibilizzazione e contrasto alla violenza di genere, fisica e digitale, nel mondo dello sport e non solo: l’obiettivo è quello di costruire una rete di monitoraggio del fenomeno, a quanto pare in crescita costante, e su tutti i campi sportivi (dai campetti di periferia agli stadi dei big match di Serie A), un portale di condivisione (online a brevissimo) e richiesta di sostegno di fronte a tali episodi, la creazione di un canale di comunicazione tra le donne dello sport e i loro organi di governo, al fine di arrivare alla stesura di un Codice di autoregolamentazione sul rispetto e l’inclusione.

Tutto comincia da Brescia

Tutto comincerà domenica, e comincia da Brescia: sarà il Palaleonessa ad ospitare la prima uscita italiana della campagna promossa da La Scuola DDiritto Onlus, da anni in campo per la prevenzione alla violenza di genere, e che coinvolgerà in questa fase anche il Basket Brescia e la sua presidente Graziella Bragaglio, vittima in prima persona di una “mitragliata” di insulti sessisti, cori e anche peggio, durante la trasferta di Bologna. “Io ho le spalle larghe – ha detto Bragaglio – e già avrei potuto reagire in mille modi. Ma penso a un’aggressione di questo tipo verso un soggetto debole: potrebbe provocare danni pesanti, e forse irreparabili”.

Domenica al Palaleonessa arriva la Virtus Pesaro, per la decima giornata: si gioca alle 18, e per coach Vincenzo Esposito c’è tanta voglia di riscatto dopo le due sconfitte nelle ultime due gare, in campionato e in Eurocup. Partita vera, ma vero anche l’impegno: in occasione di #Sessismofuoridallepalle i giocatori del Basket Brescia scenderanno in campo indossando maglia e pantaloncini rosa e rossi, una divisa speciale, un pezzo unico che verrà poi messo all’asta proprio per finanziare la campagna nazionale contro la discriminazione di genere.

Dal banchetto al truccatore: cosa succederà domenica

All’ingresso del palazzetto non mancherà nemmeno il primo banchetto informativo e itinerante di La Scuola DDiritto Onlus, una cornice per selfie con immancabile hashtag, #Sessismofuoridallepalle, un truccatore ad hoc che si occuperà di colorare il viso dei tifosi del Brescia con un segno rosso, come già nel calcio, al motto di “Un segno rosso alla violenza”. 

“Dare nuova sensibilità al mondo dello sport è una cosa in cui credo tantissimo – ha detto coach Esposito – ed è proprio sul rispetto che dobbiamo lavorare, dal colore della pelle al sesso della persona, per rispondere a eventi ed episodi purtroppo all’ordine del giorno. Dobbiamo sempre ricordarci che noi non facciamo solo sport, ma rappresentiamo in questo caso una città, ma nella pratica un’intera generazione”.

Una campagna in movimento

“Lo sport, da sempre, dev’essere sinonimo di purezza e sacrificio – aggiunge Francesca Passerini, avvocato e presidente de La Scuola DDiritto – ma ultimamente non è più così. Succede anche tra i bambini, succede tra gli allenatori: e quando manca serenità è perché manca la cultura. Ecco perché siamo qui, oggi e domani e tra un anno intero: riportare lo sport alla sua funzione educativa, in grado di correggere gli errori di chi sbaglia, e suggerire i comportamenti corretti”.

Da qui la proposta di un Codice vero e proprio: “Non dobbiamo essere noi a dire allo sport cosa fare – conclude Stefano Pisciotta, responsabile della campagna – ma è lo sport stesso, per la sua natura, ad essere in grado di autoregolamentarsi. Noi ci impegniamo a fornire la base, un supporto da cui partire: vogliamo fare cultura e fare educazione, ma anche dare una risposta forte a tutte le donne e le ragazze che ci scrivono, ogni giorno, innumerevoli episodi che spesso rimangono sotto traccia. E’ il momento di dire basta”. 
 

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