Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Giro d'Italia 2013: Vajont e Galibier, ecco la corsa più dura del mondo

Il vincitore della passata edizione, Ryder Hesjedal: "Qualcuno diceva che sarebbe stato più facile ma non sembra proprio"

giro italia-3La corsa più dura del mondo nel Paese più bello. E' lo slogan del Giro d'Italia 2013, chi si attendeva un'edizione soft è rimasto deluso. "Qualcuno diceva che sarebbe stato più facile ma non sembra proprio", ha sorriso Ryder Hesjedal, che spera di bissare il successo dell'anno scorso, ma giudica piuttosto ostico il prossimo percorso, 3.405,3 km in 21 frazioni, da Napoli a Brescia con un mix di salite impegnative e tappe pianeggianti.

Prima della presentazione, allo Spazio Pelota di Milano lo chef Davide Oldani ha guidato il canadese, Vincenzo Nibali, Alberto Contador e Mark Cavendish in una sfida ai fornelli per cucinare un risotto pane, pepe nero e marsala: una sintesi di sapori italiani, come quella che Il Giro disegnerà sulle strade toccando tutte le regioni del Mezzogiorno (esclusa la Sicilia) per risalire lungo la dorsale adriatica prima delle sfide alpine. Si parte il 4 maggio da Napoli, poi subito la cronometro a squadre Ischia-Forio (17,4 km) e dopo una serie di tappe senza particolari insidie all'8/a arriva la cronometro individuale di 55.5 km da Gabicce Mare a Saltara: farà la prima selezione.

- Giro d'Italia 2013: vai al percorso completo

"E' un Giro spettacolare. Quella crono creerà distacchi importanti - ha notato Ivan Basso - costringendo gli scalatori ad attaccare appena arrivano le salite". Ossia alla 10/a tappa Cordenons-Altopiano del Montasio, con il secondo di 7 arrivi in salita, e poi all'11/a, Tarvisio-Vajont, dove il Giro arriverà a 50 anni dalla tragedia che distrusse Longarone. Da lì l'indomani si riparte per due tappe più rilassanti (a Giuseppe Verdi è dedicata quella di Busseto), prima delle ascese più dure. Alla 15/a tappa c'é l'unico sconfinamento del Giro, in Francia, su una delle classiche cime del Tour de France: il Col du Galibier, con traguardo a quota 2.642 metri dopo altri due Gran premi della montagna.

Decisive poi saranno la cronoscalata Mori-Polsa (18/a) e a seguire le ultime tappe di alta montagna: il 24 maggio le ascese di Passo Gavia (pendenza massima 16%), Stelvio e Val Martello; il giorno dopo le tre cime di Lavaredo (con pendenze fino al 18% poco prima del traguardo). "E' durissima - osserva Joaquin Rodriguez, secondo l'anno scorso e vincitore ieri del Giro di Lombardia - quei 202 km sembrano tantissimi". Il finale sarà una passerella di 199 chilometri fino a Brescia, che stuzzica Mark Cavendish. "E' un bel Giro - sorride - ci sono sette sprint, per noi velocisti c'é spazio anche l'ultimo giorno".

Tutti sono convinti, la maglia rosa andrà a chi avrà più equilibrio. "Nella prima settimana i velocisti avranno vantaggio - prevede Vincenzo Nibali - Nella seconda gli scalatori possono attaccare. I giorni di riposo (dopo 9/a e 15/a tappa, ndr) sono messi bene". A sette mesi dal via nessuno dei potenziali protagonisti è sicuro di esserci. E in dubbio è anche la presenza della Rai.

"La Rai è il nostro partner storico e auspichiamo di portare avanti questo rapporto. Stiamo discutendo per proseguire, noi ci teniamo ma vanno valutati i budget", ha spiegato Giacomo Catano, ad di Rcs Sport, deciso a rendere più spettacolare il prodotto televisivo, "ad esempio con le telecamere sui caschetti dei ciclisti e altre dedicate per seguirli prima della gara come capita con i calciatori negli spogliatoi prima delle partite".
 

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