Giro d’Italia: il bresciano Damiano Cima trionfa dopo 172 chilometri di fuga

Nella tappa numero 18 della Corsa Rosa (da Valdaora a Santa Maria di Sala) l’impresa del 25enne della Nippo Fantini Faizanè, al suo primo Giro. Cresciuto tra le fila della Feralpi Monteclarense, non trattiene la gioia: “Realizzo il sogno di una vita”

Damiano Cima taglia il traguardo della 18esima tappa del Giro (Fonte: Istagram)

L’impresa di una vita, compiuta alla prima partecipazione alla corsa a tappe tra le più bella, e faticose, della stagione. Dopo sette anni un ciclista bresciano sale sul gradino più alto del podio di una tappa del Giro d’Italia - la 18esima-  e lo fa da protagonista: Damiano Cima, 25enne di Lonato del Garda, ha trionfato dopo ben 172 chilometri di fuga sul traguardo di Santa Maria di Sala.

Scattato dopo una quarantina di chilometri, insieme al reggiano Mirco Maestri e al tedesco Nico Denz, il portacolori della Nippo Fnatini Faizanè ha pedalato sotto la pioggia - e pure contro vento - senza farsi mai acciuffare dal gruppo, che prima ha lasciato fare e poi  - in netto ritardo -  ha cercato di riassorbire i tre fuggitivi.  Ed è allora che il 25enne si è guadagnato l’inaspettata, ma sudatissima, vittoria finale e pure la gloria: mentre i compagni d’evasione sono stati raggiunti dal gruppo, lui ha trovato la forza per mulinare sui pedali e battere - in volata - il tedesco Ackermann.

“Realizzo il sogno di una vita” ha detto il corridore, al secondo anno tra i Professionisti, che ha la fuga nel sangue: sono ben 900 i chilometri che finora ha percorso lontano dal gruppo. Una grande soddisfazione anche per tutto il mondo del ciclismo bresciano, soprattutto per la Feralapi Monteclarense, la squadra dove Cima è cresciuto. Una vittoria bresciana mancava dal 2012, quando Roberto Ferrari regolò in volata il grande favorito Mark Cavendish.

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