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Brescia, Fabio Corioni: “Avanti col vivaio, mio padre resterà”

Corioni jr a tutto campo sugli sviluppi della società, il presidente sarà ancora suo padre Gino. Il futuro della squadra si costruisce con i giovani e con gli investimenti nel vivaio. E sulla società: "Gli industriali non amano il calcio"

Fabio Corioni è conosciuto ai più come il figlio del presidente del Brescia Calcio Gino, ma è anche presidente del settore giovanile. Intervistato dal Bresciaoggi, ha parlato a tutto tondo dell’attuale situazione societaria (ancora in bilico) e delle tante difficoltà che una rifondazione comporta: punti saldi del nuovo Brescia saranno giovani e vivaio, con un’attenzione maggiore ai conti della società, e una grande certezza: “Mio padre non mollerà la presidenza. Non ora, almeno”. A Corioni jr. è stato offerto un posto come direttore sportivo, ma non ha accettato: “Ho rifiutato perché sono convinto che la proprietà debba essere scissa dai ruoli tecnici. Ora che non c’è più Nani bisogna trovare una nuova figura”. Candidato numero uno, al momento, Andrea Iaconi.

“Il cruccio maggiore di mio padre è quello di non essere riuscito, in tutti questi anni, a garantire una società forte al Brescia – prosegue Fabio Corioni – Ma la colpa non è solo sua. In questo momento ci sono banche e studi con fior di mandati che stanno provando a coinvolgere altre persone: noi ci siamo detti disponibili a cedere una quota e a farci da parte del tutto, a restare come consulenti o addirittura a sparire definitivamente. Ma una riflessione viene spontanea. Se banche e studi vari falliscono nell’intento, è colpa solo di mio padre? O significa forse che a Brescia l’amore per il calcio non è così diffuso tra gli industriali?”.

Ci sarà un cambio radicale nella gestione, maggiore spazio ai giovani e qualche investimento in più per il vivaio: “Non possiamo più permetterci certi ingaggi. Gli esempi devono essere Novara e Varese, che non hanno speso più di 5 o 6 milioni, e guardate cosa hanno fatto. A noi resteranno solo 5 o 6 veterani in rosa. Abbiamo 15-20 giocatori in prestito in Lega Pro, monitorati costantemente dai nostri collaboratori, e ora sono richiesti anche in B. Dieci anni fa non c’era nulla di tutto questo. Abbiamo talenti come Leali e Tassi, forze sufficienti per fare una buona squadra”.

E sui possibili nuovi arrivi? Ci saranno ‘campioni’? “D’ora in poi voglio gente disposta a sputare sangue per il Brescia, non più giocatori che qui si trovano bene perché gli stipendi sono puntuali e sono infastiditi se qualcuno gli muove una critica. Se uno arriva e mi chiede un milione di euro d’ingaggio, gli dirò di pensare a giocare bene”.

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