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Massimo Cellino: la Cassazione ha disposto il dissequestro dei 58 milioni di euro

Buone notizie per il presidente del Brescia

Buone notizie per Massimo Cellino: la Corte suprema di Cassazione di Roma ha disposto il dissequestro di 58 milioni di euro (su un totale di 59) che erano stati confiscati al patron del Brescia Calcio per presunti reati fiscali (tra cui omessa dichiarazione e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte). Il sequestro, ricordiamo, si era compiuto la scorsa estate: eseguito dalla Guardia di Finanza su indicazione del tribunale. Al presidente Cellino erano stati sequestrati beni e disponibilità finanziarie per poco più di 59 milioni di euro (tra cui anche la sua villa sul Garda, a Padenghe).

La sentenza

Nelle settimane successiva la stessa Procura aveva richiesto l'annullamento della confisca, a cui però avrebbe dovuto seguire un nuovo rinvio al Tribunale del riesame. Non è andata così, perché la Cassazione ha infine disposto il dissequestro senza alcun rinvio. Cellino, a cui era già stato accolto (in parte) un primo ricorso, è stato assistito dagli avvocati Giorgio Altieri, Ida Blasi, Luca Bonavitacola, Fabio Cagnola e Astolfo Di Amato: ha saputo della notizia nella serata di giovedì, quando era ancora a Londra. E' atteso a breve il suo ritorno a Brescia.

Il Brescia

Ora tutto cambia anche nella gestione della società: la Eleonora Immobiliare srl, che controlla appunto sia Brescia Holding che il Brescia Calcio, era stata posta sotto amministrazione giudiziaria.  Da poche ore non è più così. E si torna a parlare di calcio: il campionato, con il ritorno di Pep Clotet in panchina, la probabile vendita della società (alla fine dell'anno emerse l'interesse degli olandesi di Azerion).

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