Domenica, 25 Luglio 2021
Sport

Coppa Cobram del Garda: in 300 alla terza (e tragica) edizione

300 esauriti circa, giornalisti e fotografi in ogni dove, pubblico in delirio e mezza cittadina bloccata. No, la Coppa Cobram del Garda non è stata una "cagata pazzesca". È stata memorabile sotto ogni punto di vista. Il comunicato stampa post-gara

Lo staff del Classic Rock Beach Cafè quest’anno è persino riuscito a superarsi rispetto alla scorsa edizione: musica dal vivo con la band 3 metri sotto il Kilt, buffet e aperitivi offerti a tutti i presenti, che vi assicuriamo erano davvero tantissimi, consegna della Bomba e panino con mortazza del Ruffoni, simulazione della terrificante tempesta sulla cima del diavolo, epicentro a meno cinquanta gradi con tanto di neve, il solito geometra disperso nella nebbia e poi rivenduto al mercato rionale del pesce, insomma non mancava proprio nulla. Ma il momento topico è stato senz’altro il “Villaggio di Paolo Show”: sul palco appositamente allestito, i diversi team e i singoli concorrenti si sono presentati al pubblico simulando celebri scene del film. I più coraggiosi invece hanno tentato, con mezzi illeciti e bassi espedienti, di convincere il Visconte a donare loro l’ambito omaggio. Ormai però si sa, Sua Perfidia è incorruttibile: bustarelle e raccomandazioni sono tornate al mittente senza alcuna pietà!

La tappa successiva è stata l’obbligata sosta a casa Cobram: qui la tirannica nonna ha accolto i ciclisti con irripetibili epiteti, inascoltabili insulti e terrificanti minacce, sufficienti a far scappare velocemente i ciclisti in direzione Torre di San Martino. E dopo una serie di salitelle da competizione, finalmente il Megapranzo. Il ricco e variegato banchetto ha soddisfatto le aspettative: panze vistosamente lievitate, ebrezza moderata e allegria generale sono stati evidenti segnali che l’Osteria alla Torre è riuscita non solo a servire quasi 300 affamatissimi ospiti, ma anche a gestirli in tutta la loro esuberanza. Prima di rimettersi in sella e di affrontare il tragitto finale, le merdacce si sono rilassate a dovere: alcuni sdraiati nell’erba, altri in abbordaggio delle signorine Silvani apparentemente “scompagnate” e altri ancora si sono lanciati in un torneo di bocce con campo fai-da-te improvvisato per l’occasione.

Ultima e tragica tappa prima dell’arrivo, un’arrogante sgambata nelle campagne desenzanesi. Tra aurore boreali e allucinazioni audio-visive, i “deficienti e rammolliti” ciclisti sono comunque riusciti ad arrivare a destinazione e a tagliare il traguardo di via Castello. E qui come sempre, il Visconte Biciclettaio Cobram ha tenuto il suo prepotente discorso autocelebrativo, cui gli inferiori hanno dovuto assistere in assoluto silenzio e prostrazione.

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