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La lunga marcia di Scaloni: dal Rigamonti alla Coppa del Mondo con l'Argentina

Il ct campione del mondo è passato anche dello stadio delle Rondinelle

In cima al mondo come l'altro - e più noto - Lionel: è il ct dell'Argentina Scaloni, che ha traghettato Messi e compagni verso la conquista del Mondiale, dopo aver battuto ai rigori 4-2 la Francia.

Attaccante prima di appendere le scarpe al chiodo e diventare allenatore, tracce di quel che poi sarebbe diventato il commissario tecnico dell'Albiceleste o 'Scaloneta', come da qualche tempo viene chiamata la nazionale argentina proprio per onorare Scaloni, si possono trovare anche in una partita giocata allo stadio Rigamonti di Brescia.

Era il 13 febbraio del 2011: Scaloni scendeva in campo con la maglia della Lazio - società in cui ha giocato dal 2008 al 2013, collezionando 55 presenze - per affrontare le Rondinelle. Una partita in cui Scaloni non brillò particolarmente, a differenza di quella affrontata domenica 18 dicembre in Qatar: seduto in panchina, sobbalzando durante la roulette dei rigori che ha portato la Coppa del Mondo - per la terza volta- in Argentina.  

Un trionfo che porta anche il nome dell'ex attaccante di Lazio e Atalanta, apparso 11 anni fa al Rigamonti senza lasciare il segno, ma capace di scrivere, da mister, una delle pagine più belle e gloriose della storia del calcio argentino. Eppure, quando nel 2018 gli venne affidata la guida della nazionale, non tutti erano entusiasti.

"Dopo parecchie critiche, ora voglio dire alla gente di godersi finalmente il trionfo - ha commentato Scaloni al termine della finale con la Francia- perché è giusto festeggiare. Non me ne rendo ancora conto, ma è fantastico essere campione del mondo -. Questa squadra reagisce sempre. Il merito è tutto dei ragazzi. È un gruppo incredibile: tutti diventano più forti quando c'è fiducia". 


 

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