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Brescia, Ugo Calzoni e una sola certezza: «Il bilancio prima di tutto»

Il manager biancoblu e un obiettivo da raggiungere, il risanamento dei conti e con il difficile equilibrio di bilancio: "L'unico modo per ottenere risultati all'altezza". E un'amara promessa: "Vendere i talenti al prezzo giusto"

Brutto momento per il Brescia

“Facile parlare e facile discutere, ma quando mancano i soldi..”. Gino Corioni le ha subito messe in chiaro le cose ad inizio stagione, e mese dopo mese non disdegna certo l’occasione per ribadirlo. La telenovela estiva della cordata di imprenditori si è rivelata la solita storia bresciana di mezza primavera e di mezza estate, e il nuovo corso del Brescia dei giovani continua per la sua strada non sempre in discesa, anzi spesso in salita. Quello che conta adesso è risanare i conti, far quadrare il bilancio, magari con un pareggio, magari con qualche cambiamento anche al vertice.

Lo ricorda, non troppo a bassa voce, anche Ugo Calzoni, uno dei principali artefici della nuova politica biancoblu volta al risanamento senza sconti. Per nessuno. “La gestione del Brescia non può più essere sopportata dalle spalle di una sola persona, come negli ultimi 20 anni – spiega il manager riferendosi ovviamente a Corioni – ora è indispensabile l’allargamento della società”. Prima di allora (se mai quel giorno arriverà!) si lavora sul bilancio.

“Solo con l’equilibrio di bilancio si possono ottenere risultati all’altezza. Dal punto di vista sportivo ogni stagione è una stagione, ma per la gestione ogni stagione trascina con sé la precedente. In estate abbiamo ereditato una situazione fuori da ogni controllo, con un monte stipendi più premi che si aggirava intorno ai 25 milioni di euro. Nella società c’erano una pletora di ramificazioni a ogni livello, piccole zecche all’apparenza insignificanti che stavano però dissanguando il Brescia”.

Quindi un nuovo progetto comune di ampio spettro, che va dalla valorizzazione dei giovani fino alla futura cessione dei talenti, sfruttando al meglio però il loro valore, e monetizzare al massimo. “La strada obbligata – conclude Calzoni – è vendere i nostri talenti al giusto prezzo”.

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