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Brescia, con la Fiorentina finisce 2 a 2. A Vargas risponde Eder, nella ripresa segnano Cerci e Accardi

La stagione si chiude davanti a pochissimi spettatori. Partita divertente solo a tratti, Iachini fa esordire i pezzi pregiati del vivaio biancoblu, Nana e Tassi

Cala il sipario sulla stagione biancoblu con il 2 a 2 tra Brescia e Fiorentina al Rigamonti per la 38ma ed ultima giornata del campionato di Serie A. Una partita senza motivazioni vere in cui le due formazioni si affrontano senza troppo impegno, e senza rischiare praticamente nulla: solo i giocatori in ombra, quelli disposti a tutto pur di ottenere un po’ di visibilità, animano il match del Rigamonti. Pochissimi spettatori e un clima di contestazione e critica molto acceso, come dimostrano i fischi alle grandi delusioni dell’anno appena trascorso, come Eder, Diamanti o Zebina. Qualche fischio anche per Caracciolo, che con il suo ingresso però consente alle Rondinelle di ottenere un pari non certo meritatissimo ma che almeno salva la faccia.

Iachini propone una squadra rivoluzionata, ma non se la sente di far giocare i giovanissimi seduti in panchina: tornano Accardi e Zebina in difesa e Filippini a centrocampo; inedito trio offensivo con Diamanti alle spalle di Eder e Jonatha; capitano di giornata il bresciano doc Zambelli. Anche Mihajlovic lascia spazio alle riserve e agli esperimenti, con Gulan dal primo minuto (costretto però a uscire per Comotto) e una formazione tutta all’attacco con Vargas, Cerci, Mutu e Babacar. Stadio semivuoto e immediatamente gelato, dopo meno di due minuti: Vargas realizza il vantaggio con un gran destro ad altissima velocità dove Arcari non può arrivare. Il cileno è il migliore dei suoi, e ha l’occasione per raddoppiare prima di sinistro (da lontano, la palla si impenna) poi di testa, tutto solo in area ma senza precisione.

Il più vivace delle Rondinelle sembra il giovane Jonathas, che al ’16 strappa gli applausi del Rigamonti: doppio passo e dribbling per portarsi sulla destra dove si gira e tira, ma la palla esce davvero di un soffio. Un paio di minuti dopo il meritato pareggio, che arriva dopo un bizzarro scontro in difesa tra Montolivo e Gulan, che poco dopo lascerà il campo. Eder è il più veloce di tutti sul rimpallo e solo davanti a Frey con un tocco elegante supera il portiere e porta le squadre sull’1 a 1. Al ’32 l’ultima vera occasione del primo tempo, ancora di stampo bresciano con Zoboli, servito in area da un’ottima sponda di Jonathas a sua volta lanciato dalla destra dall’instancabile Zambelli.

Secondo tempo decisamente più intenso, anche se a fare la partita è ancora la Fiorentina. Nel primo quarto d’ora doppia occasione viola, prima con Natali di testa (dopo ‘8) e poi con una bella conclusione di Babacar, fuori di pochissimo (al ’12). Al ’16 il primo cambio di Iachini: esce Diamanti, fischiato dai pochi presenti, al suo posto il giovane Nana, centrocampista atipico ma dai buoni piedi. Babacar sempre vicino al gol, dopo un pasticcio in difesa che lo vede tutto solo davanti ad Arcari (ma calcia malissimo a lato), poi arriva il vantaggio ospite con l’ex biancoblu Cerci, al settimo gol stagionale, il sesto nelle ultime cinque giornate di campionato. Applausi per Filippini quando al ’32 lascia spazio al giovanissimo Tassi, già definito dalla critica e dai media di settore come una promessa importante del calcio italiano: il ragazzo del vivaio si fa subito vedere, con una grande apertura per Eder fermato proprio al momento della conclusione.

Passerella finale anche per l’Airone Caracciolo, che quasi sicuramente lascerà la squadra a fine stagione. Il Brescia praticamente non ha mai tirato in porta, ma con l’ingresso del suo centravanti le cose cambiano e arriva il 2 a 2: lancio lungo in area, sponda di Caracciolo in mezzo, Frey smanaccia e Accardi può insaccare di sinistro, primo gol stagionale per il terzino. Mihajlovic intanto ha inserito un paio di pezzi pregiati del suo parco giocatori, tra cui Ljajc e Seferovic, all’esordio nella massima serie. Un pareggio che ovviamente non cambia nulla e che forse dimostra ancora meno, visto il ritmo e l’intensità del gioco per larghi tratti del match, ma che è indicazione evidente della necessità di una rifondazione per il campionato cadetto.

Ma il futuro della società è ancora tutto da definire, fino ad allora solo tante parole, e poche, pochissime certezze.

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