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Brescia sconfitto al Rigamonti, retrocessione matematica

Nella partita decisiva il Brescia delude le aspettative, il Catania aspetta e segna in contropiede. La vittoria del Lecce condanna le Rondinelle alla B con due giornate di anticipo

Il Catania vince 2 a 1 al Rigamonti e condanna il Brescia alla retrocessione. L’avventura della serie A dura meno di una stagione ma non è facile fare un bilancio completo: grandi prestazioni contro squadre di livello (come Inter, Juve, Roma o Palermo) e un bottino quasi nullo contro le dirette avversarie; grandi partite a singhiozzo e poi, nel momento della verità una prestazione più che scialba come quella di oggi pomeriggio. La sufficienza se la meritano Caracciolo, Zambelli ed Hetemaj, poi una delusione dopo l’altra, mentre il Catania ha dimostrato di essere più squadra, di avere maggior equilibrio e compattezza, di meritarsi forse un po’ di più la permanenza nella massima serie. Iachini ripropone il 4-3-1-2 delle ultime due partite: Zambelli e Berardi gli esterni di difesa, Zoboli e Bega in mezzo, a centrocampo Hetemaj è un punto fermo, con Baiocco e Kone preferiti a Vass e a Filippini, in attacco si conferma il tridente Diamanti-Eder-Caracciolo. Il Catania a vocazione argentina (sono solo quattro gli italiani in campo dal primo minuto) schiera una sola punta vera, Ricchiuti, e infoltisce il centrocampo lasciando più spazio a Schelotto, non proprio avvezzo al gol: ai ragazzi allenati da Diego Simeone però un pareggio basta e avanza, e hanno l’ordine di non forzare troppo il ritmo della partita. Il Brescia invece deve vincere, ma i catanesi si chiudono bene e a peggiorare la situazione ci si mette anche il caldo torrido che avvolge il Rigamonti.

A parte qualche lancio lungo e qualche cross velleitario per Caracciolo c’è davvero pochissimo Brescia nel primo tempo. Il Catania mantiene bassa la sua linea di gioco e solo Zambelli e Berardi provano a spezzare l’inerzia dell’incontro, senza troppa fortuna. Qualche calcio d’angolo e nulla più, uno scatto di Eder e un colpo di testa dell’Airone anticipano la beffa del ’27, quando dagli sviluppi di un calcio di punizione il Catania passa in vantaggio: palla morbida di Carboni (è uno schema) che scende appena dentro l’area, tutta la difesa bresciana copre Schelotto e si dimentica di Silvestre, che insacca al volo tutto solo per l’1 a 0. La rete ospite scuote i biancoblu che negli ultimi minuti avanzano più compatti verso la porta protetta da Andujar. Ancora da calcio d’angolo il Brescia ha una grande occasione, ma in area si forma una mischia confusa in cui il pallone rimbalza più volte senza avvicinarsi alla rete; poco dopo è Caracciolo a colpire debolmente di testa, poi al primo minuto di recupero è Diamanti a guadagnare un corner su calcio di punizione: bel sinistro ma forse troppo centrale, per il portiere nessun problema.

Inizia il secondo tempo, e il Brescia deve provare il tutto per tutto: dopo ‘4 Iachini toglie Kone per il giovane Jonathas, che in pochi minuti si fa già vedere con una conclusione (fuori) e un colpo di testa (parato). Diamanti viene ammonito e poiché diffidato salterà la prossima sfida esterna con il Cesena; giallo anche per Baiocco, reo di aver detto qualcosa di troppo all’arbitro Orsato. I padroni di casa attaccano a pieno ritmo e a pieno organico, e il Catania ha delle vere e proprie praterie per il contropiede, tra cui un’occasionissima sui piedi di Potenza, anticipato di un soffio da una deviazione di Hetemaj. L’ingresso di Jonathas ha però rotto gli equilibri difensivi dei catanesi, costretti a spostare Spolli in marcatura sul brasiliano, con Gomez e Biagianti più arretrati per coprire gli esterni. Dentro anche Lanzafame, per Baiocco, mentre minuto dopo minuto cresce anche la cattiveria agonistica, e c’è un po’ di tensione in campo: Catania schiacciato ma sempre ordinato, Eder non riesce mai a saltare l’uomo in copertura, e Caracciolo è lasciato troppo solo.

La palla d’oro del pareggio arriva sul sinistro di Diamanti, su cross di Zambelli, ma al trequartista toscano non riesce il gol in (quasi) acrobazia, in semirovesciata. Il Brescia continua a provarci con i palloni alti, ma il duo dei centrali non sbaglia nulla e all’ennesimo contropiede (innescato proprio da Silvestre) il Catania raddoppia. Gomez riceve palla all’altezza della trequarti campo e con un preciso filtrante serve Bergessio, che da dentro l’area infila Arcari per il 2 a 0. L’espulsione di Lanzafame, un giocatore inutile, e gli ironici cori dei tifosi contro la società, sono l’inevitabile epilogo di questa stagione amara. Ora anche la matematica condanna le Rondinelle, e la vittoria di un Lecce affamato contro un Napoli che a questo campionato non ha più nulla da credere complica ancora di più la lotta per non retrocedere, a cui anche il  Catania non si può sottrarre nonostante i tre punti. Se c’è una consolazione riguarda la quota salvezza, la più alta dell’era dei tre punti e delle 20 squadre: ma è davvero poco, anzi pochissimo, soprattutto perché, ancora una volta, sarà per l’anno prossimo.

Inutile il bel gol di Diamanti su punizione, nel recupero, con una palombella deliziosa e imparabile, il suo sesto gol in campionato.

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