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Marco Zambelli: «Una squadra di livello per tornare in Serie A»

Abbiamo incontrato il capitano al termine di una mattinata tra i ragazzi della scuola media Leonardo Da Vinci di Castenedolo. Tra mercato e calcioscommesse, pochi dubbi e tante certezze: "Io da Brescia non mi muovo"

Fare il capitano non è cosa da tutti i giorni, e il buon Marco Zambelli questo lo sa bene. Lo ha pure ripetuto, un paio di giorni fa, ai ragazzi della scuola media Leonardo Da Vinci di Castenedolo, in poche parole ma chiare ed efficaci: “Sacrifici e salti mortali”. Due appellativi che ben si adattano anche alle ultime due stagioni del Brescia Calcio, la retrocessione in B e i playoff poi sfiorati, davvero per pochi punti. “L’anno scorso è andata così, quest’anno.. pure! – sorride il capitano biancoblu – E’ chiaro che abbiamo chiuso la stagione con un po’ di rammarico, il 4 a 1 di Crotone non l’ho proprio digerito. Non possiamo permetterci di fare queste figure, siamo sempre il Brescia, la partita non contava niente però quando perdi in questo modo ti incazzi sempre. La stagione invece la potrei definire anche positiva, gli alti e bassi li avevano previsti, bisogna tener conto che almeno 6/11 della squadra era composta da ragazzi che quando va bene hanno disputato uno, al massimo due campionati tra i professionisti”.

In campo si son viste anche belle cose, ora la prerogativa è mantenere questa ossatura, e giocarsela fino in fondo anche l’anno prossimo. Primi due segnali positivi, il rinnovo di Iaconi e la conferma di Calori, il resto si vedrà. “Io mi sento ottimista – ancora Zambelli – e quando chiedo una squadra competitiva non lo faccio per fare polemica, ma solo per crescere e migliorare. In tanti hanno parlato dei ‘tre vecchi’, io lo dico da un po’. Ma credo che la società sia la prima a voler costruire una squadra di livello, per raggiungere tutti quei traguardi che una città come Brescia si merita sempre, per rispetto dei tifosi che ci hanno seguito fino a Crotone. Anche la gente ci crede, è giusto avere ed è giusto dare fiducia. La prospettiva è buona, siamo sicuri di poter disputare un campionato importante, un campionato di vertice”.

Non sarebbe male tenersi qualche giovane emergente, e magari anche gli ‘arrivati’ di gennaio: “Il mercato invernale è stato più che positivo, abbiamo migliorato la squadra con grandi giocatori (vedi Piovaccari e vedi Caldirola, ndr) che hanno subito dimostrato il loro valore, e il Brescia se lo meritano tutto. So che la società farà di tutto per trattenerli, stanno già lavorando sui prestiti e sulle comproprietà”.Insomma niente dubbi, questo Brescia potrà stupirci. E anche se lo stadio non se la passa benissimo l’augurio è quello di averlo un po’ più pieno, “come quando si gioca in Serie A, o come quando ci giocavamo i playoff”. Le sfide per la promozione, che quest’anno in effetti se le giocano tra ex bresciani, Iachini e Maran, Eder e Juan Antonio. Sperando che la nuova ondata del calcioscommesse sia quella definitiva, e che davvero si faccia un po’ di pulizia.

“Se ne sono dette tante, sicuramente c’è qualcosa di vero. Ovvio che i media non vedono l’ora, e tendono a spettacolarizzare, anche sulla minima cosa. Spesso ci si dimentica che oltre al calciatore c’è anche la persona, e la sua famiglia.. Un po’ di discrezione in più di certo non fa male. Ma voglio essere chiaro: chi ha sbagliato deve pagare, chi ha sbagliato non fa altro che infangare questo sport meraviglioso. Dobbiamo essere un esempio positivo, abbiamo delle responsabilità oggettive verso i più giovani, verso chi ci guarda e chi fa il tifo per noi”.

E a chi gli chiede del suo futuro, Marco Zambelli risponde con un altro sorriso: “Io da Brescia non me ne vado. Sono nato qui, sono cresciuto qui. Sono passati tanti anni, sono davvero affezionato a questa terra. La gente mi saluta e mi chiama Marco, è una cosa bellissima”.

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