Espulso cestista col turbante: l'intera squadra lascia il campo

Succede sul campo di basket dei Red Rooster Presezzo: un giocatore degli ospiti, il Sebino Basket Villongo, scende in campo con un turbante Sikh. L'arbitro lo allontana dal terreno di gioco, tutta la squadra si ritira

Bilqis Abdul Qaadir, 24enne cestista musulmana di "college basket" americano. In finale di "high school", ha realizzato 51 dei 56 punti della sua squadra. Capelli raccolti e capo fasciato non devono averle dato troppo fastidio

Partita ufficiale della stagione Fip, Federazione Italiana Pallacanestro. In campo, a Presezzo, i padroni di casa dei Red Rooster e gli ospiti rivieraschi del Sebino Basket Villongo. Tutti pronti, tutti in campo: ma l’arbitro alza le braccia, si avvicina ad un giocatore del Villongo e lo fa allontanare dal terreno di gioco.

Il motivo? Un turbante in testa. Quella sorta di chignon che portano i fedeli alla religione Sikh, utilizzato per racchiudere e coprire i capelli. Un copricapo, insomma. Ma che per l’arbitro non poteva essere indossato, perché questo è quanto prevede il regolamento tecnico.

Da qui la decisione irrevocabile: il giovane giocatore non è stato dunque ammesso a disputare la gara. La partita prosegue, ma solo per un tempo. Al primo giro d’orologio la squadra del Villongo decide di non scendere in campo, per protesta. Con il rischio che la partita sia persa a tavolino.

“Lo sport è vittoria e sconfitta – hanno poi scritto i dirigenti del Villongo, in una lettera inviata proprio all’arbitro – ma soprattutto è sport”. La partita in realtà si è comunque giocata, con il giovane Sikh finalmente in campo, con il suo turbante.

Non conta nulla, per la classifica: Presezzo e Villongo hanno giocato un’amichevole, senza arbitro. Ora si attende la decisione della Fip. Mentre tornano alla memoria episodi simili: in provincia, quando sorte simile era toccata ad un giovanissimo calciatore del Montirone.

Ma pure oltreoceano, dove invece i ‘religiosi’ possono comunque giocare. Come Bilqis Abdul Qaadir, ex guardia di Indiana State, che giocava indossando la hijab per donne islamiche. O Singh Bassi, il primo giocatore Sikh della Canadian Football League, che tuttora scende in campo con barbone d’ordinanza, e turbante in testa.

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