Martedì, 18 Maggio 2021
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Tanti dubbi e poche certezze per la prima del nuovo Brescia

Il Brescia vola ad Avellino per la prima di campionato: si gioca sabato alle 20.30 allo stadio Partenio. Tanti dubbi e poche certezze per la squadra di Cristian Brocchi

A poche ore all'inizio del campionato, il nuovo Brescia targato Cristian Brocchi sembra ancora alla ricerca di certezze che possano fugare i dubbi figli di un precampionato per molti versi piu' che deludente. Le sconfitte rimediate contro formazioni come la Feralpi Salò e il Pisa hanno evidenziato lacune preoccupanti, buchi che il groviera impallidisce, e la mancanza di un gioco in grado di sopperire alle carenze tecniche della rosa attualmente a disposizione di Brocchi.

Lo scorso anno furono evidenti i meriti di Roberto Boscaglia che, almeno nella prima parte del campionato, seppe far rendere i giocatori a sua disposizione al 101 per cento, ottenendo una salvezza tranquilla, ovvero rispettando quello che era l'obiettivo societario. Organizzazione di gioco, rabbia agonistica, condizione fisica, spirito di sacrificio ed unità di intenti possono, in parte, supplire alle carenze tecniche. Al momento il Brescia di Cristian Brocchi non sembra avere ancora nel suo DNA tali caratteristiche. Vero è che la società sta ancora sondando il mercato cercando di rinforzare tutti i reparti per cui, per giudicare il Brescia, bisognerà ancora attendere. Al momento l'analisi reparto per reparto rischia di essere impietosa. La difesa, perso Antonio Caracciolo ma ritrovato Somma, appare addirittura piu' debole dello scorso anno quando già fece sospirare ed a tratti indignare, calcisticamente parlando, tifosi ed appassionati. Coly sembra destinato alla tv, confinato in un ruolo da protagonista ma solo a “Chi l'ha visto ?”.

Il centrocampo ha perso due cursori di fascia come Embalo e Kupisz, ed un regista come Mazzitelli, non a caso sbarcato in serie A con la casacca del Sassuolo. Pinzi, che non si puo' certo considerare di primo pelo, ha bisogno di un po' di tempo per ambientarsi e poter prendere in mano le redini della squadra, con la speranza il cavallo Brescia non si imbizzarrisca nell'attenderlo scalciando la classifica dal fondo e la sua non piu' giovane età non lo penalizzi.

In attacco Andrea Caracciolo resta appeso ad un ginocchio amletico, mentre il giovane Bonazzoli deve ancora dimostrare di saper coniugare doti tecniche invidiabili, ad un carattere e ad una personalità che tutti coloro che l'anno conosciuto giudicano difficile.

Avellino ed i suoi “lupi” ci aspettano al “Partenio” a cui hanno rifatto il pelo, pardon il fondo, sostituendone il manto erboso con quello sintetico. Anche questa non è una bella notizia. Lo scorso anno sulla “similplastica” lucida come il cranio di Cosmi e veloce come Bolt, il Brescia affondò quasi per tradizione e consuetudine statistica. Ma si sa, tradizioni e statistiche sono fatte apposta per essere smentite...

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