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L'abbraccio di Alessandro: il lieto fine che tutti volevano

Il cestista dell'Assigeco si è svegliato dal coma farmacologico 48 ore dopo l'attacco cardiaco che lo ha colpito mentre stava giocando la finale di un torneo amichevole a Manerbio. Era stato fermo alcuni mesi per un soffio al cuore

MANERBIO. Papà  Renato racconta ai giornalisti di averlo trovato in stanza mentre cercava di fare canestro con una pallina di carta nel cestino della spazzatura. La fidanzata Eleonora ha pubblicato su Facebook la foto del primo abbraccio dopo le terribili e interminabili ore di ansia.  I compagni di squadra festeggiano sui social, aspettando di poter calcare il pavimento delle corsie dell’ospedale di Manerbio.

È una storia a lieto la fine quella di Alessandro Pagani, il cestista che era piombato a terra durante una partita di basket, vittima di un attacco cardiaco, a soli 21 anni. L’immediato intervento dei medici presenti nel palazzetto di Manerbio ha salvato la vita al giovane che si è svegliato dopo 48 ore di coma farmacologico. 

Più di un anno fa gli era stato diagnosticato un "soffio al cuore" ed Alessandro aveva interrotto la routine del cestista per sottoporsi a tutti gli accertamenti del caso. Un breve stop e poi il via libera a tornare sul parquet, era difficile pensare che potesse essere un campanello d'allarme. I medici di Montichiari avrebbero detto ai famigliari dell'ala piccola che, guardando le carte, chiunque avrebbe permesso ad Alessandro di tornare a giocare. Le cause del malore rimangono, quindi, ancora oscure. 

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