Tremosine, scarichi fognari nell’Alto Garda

Da qualche giorno una vistosa e maleodorante chiazza giallo-marrone inquina le acque del Garda nella zona dove è in funzione il depuratore dell'alto lago

Ancora acque inquinate, ancora una volta il lago di Garda. Dopo la vicenda dello scorso giugno quando un guasto in un azienda agricola ha causato la fuoriuscita di circa 1000 metri cubi di liquami che si sono riversati sul lago di Garda, di nuovo un episodio di inquinamento, che questa volta si poteva evitare. Da qualche giorno una vistosa e maleodorante chiazza giallo-marrone inquina le acque del Garda nella zona dove è in funzione il depuratore dell’alto lago.

A lanciare l’allarme, lunedì scorso, è stata la Squadra nautica Riva del Garda della Questura di Trento che, verificata la situazione, ha informato la Procura di Brescia.

Quanto alle cause, sono ancora da accertare: si pensa ai fanghi del depuratore, ma anche lo sversamento di liquami e rifiuti organici provenienti dalla fognatura di Tremosine.

All’origine di tutta la vicenda c’è la condizione del depuratore. Questo è stato costruito in una galleria dismessa, in territorio di Tremosine, un luogo destinato a trattare gli scarichi fognari di Tremosine e Limone. Nel febbraio scorso una gigantesca frana staccatasi dalla montagna in località Rio Brasa ha ostruito l’unico accesso all’impianto e ha anche spezzato il tronco fognario di Tremosine che, previa un’operazione a monte di «grigliatura», scarica da quel momento a lago. Il depuratore funziona da allora solo per Limone.

Visto lo stato in cui versa da mesi oramai il depuratore non sarebbe assurdo immaginare che casi simili si potrebbero ripetere. Un grandissimo guaio non solo per le acque del Garda ma anche per il settore turistico.

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