Legambiente, Brescia città (poco) amica degli animali

Nel rapporto Animali in città il capoluogo lombardo viene collocato al 34esimo posto su 44 nella sezione delle medie città, per i migliori servizi e le migliori tutele offerti ai nostri amici a quattro zampe

Con un punteggio di 26,36 Brescia non è per niente pet friendly. A dirlo Legambiente che in una classifica nazionale colloca il capoluogo lombardo al 34esimo posto su 44 nella sezione delle medie città, per i migliori servizi e le migliori tutele offerti ai nostri amici a quattro zampe. A raccontarci della situazione di Brescia e del Belpaese in generale è il “Rapporto Animali in Città”. Giunto alla sua terza edizione, questa indagine vuole accendere i riflettori sui servizi e le attività che i Comuni capoluogo di provincia offrono ai cittadini che hanno animali d’affezione e per la migliore convivenza in città con animali padronali e selvatici. Per ottenere ciò, Legambiente ha inviato un apposito questionario a 104 amministrazioni comunali a cui hanno risposto 81 comuni capoluogo di provincia.
 

In base alle risposte, ad ogni città è stato dato un punteggio da 100 (massimo assegnabile) a 0, costruito sulla valutazione di trentatré indicatori e dal quale è scaturita, poi, questa classifica nazionale: 30 punti per la qualità complessiva della città; 15 punti per le regole date ai cittadini, attraverso i regolamenti comunali; 43 punti per l’organizzazione complessiva del servizio, attraverso gli elementi di conoscenza acquisiti dal comune, i servizi offerti e l’azione di controllo realizzata; 12 punti per le risorse economiche impegnate, attraverso la spesa procapite e i risultati ottenuti in alcuni servizi essenziali. I risultati, a livello nazionale, non sono molto buoni: le migliori città, afferma il Rapporto, raggiungono oggi a malapena la sufficienza (60 punti su 100) in un settore che, invece, dovrebbe ottenere punteggi ben più alti considerata la grande presenza di amici a quattro zampe in città.
 

Quasi una famiglia italiana su due, afferma il ministero della Salute, convive con un animale domestico e più di una su tre con un cane o un gatto. Un dato, questo, molto positivo, sintomo dell’aumento di sensibilità nei confronti dei nostri amici a quattro zampe. Ma se sono aumentate le famiglie che decidono di adottare un cane o un gatto, crescono anche le esigenze di queste famiglie e dei loro animali e il bisogno di città sempre più a loro misura: spazi aperti attrezzati, connessi da piste ciclabili, a disposizione dei cittadini per giocare e rilassarsi con i propri compagni di vita, efficaci controlli per il buon funzionamento delle regole di civile convivenza, uffici pubblici in grado di offrire informazioni nel caso di ritrovamento di animali in difficoltà ecc.
 

Il rapporto ha mostrato i punti critici su cui bisogna lavorare, come ha affermato Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente. Ora tocca alle amministrazioni comunali impegnarsi per risolverli.

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