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Foto instagram@ranghetti

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Modellate dal tempo, fino a 30 metri verso il cielo: lo spettacolo delle piramidi bresciane

A piedi o in bicicletta, da Marone al Guglielmo: i mille modi per conoscere e vedere da vicino le spettacolari piramidi di Zone, sul lago d'Iseo

Si parla di piramidi, ma almeno stavolta l'Egitto non ci azzecca per niente. Siamo nella parte settentrionale del lago d'Iseo, nel territorio del Comune di Zone: questo, fa sapere Visit Brescia, è il luogo scelto dalla natura per dare forma alle propria creazione. Le celebri “piramidi” di Zone sono il frutto dell'erosione provocata dal gioco tra l'acqua e il terreno di origine morenica. In questa “involontaria galleria d'arte” si sono create, nel corso di decine migliaia di anni, imponenti piramidi coniche sormontate da grandi massi.

Nel 1984 è stata istituita la Riserva Regionale delle Piramidi di erosione: al suo interno è stato organizzato un percorso pedonale (di circa un'ora) che permette appunto l'accesso a questo spettacolo. Ma per i più temerari esiste anche un itinerario in bicicletta.

Le piramidi di Zone

Le piramidi di Zone sono come delle sculture naturali: piramidi dalla forma conica, si legge su Itinerari Brescia, protette sulla cima da grandi massi che ostacolano il processo di erosione causato dallo scorrere dell'acqua e dalla pioggia. Sono strutture imponenti, e a volte altissime, ma che rivelano la loro natura più fragile solo nel momento in cui perdono il masso che le protegge, soccombendo lentamente all'erosione dell'acqua.

Come riferisce Visit Lake Iseo, le piramidi di Zone si compongono di un deposito morenico di sabbia, massi e ciottoli, che ha acquisito la particolare forma nel corso dei millenni, trasformandosi in lingue di roccia alte fino a 30 metri, con massi di grandi dimensioni adagiati sulla loro sommità, come fossero degli scudi protettivi. Ad accrescere questa azione protettiva, è presente attorno alla piramide una pellicola di argilla insolubile, trasportata dall'acqua lungo i fianchi. Il processo di erosione, prodotto dagli agenti atmosferici, è visibili nel giro di alcune decine di anni.

La Riserva naturale regionale

La Riserva si estende su una superficie di circa 21 ettari, ad un'altezza tra i 400 ed i 600 metri s.l.m. All'interno si sviluppa un percorso circolare di media difficoltà, sconsigliato alle famiglie con bimbi molto piccoli e agli anziani non abituati alle camminate. Lungo il sentiero sono posizionati alcuni cartelli esplicativi, che danno informazioni al visitatore circa il fenomeno naturale delle piramidi di terra e le caratteristiche del territorio the le ospita. La riserva è sempre aperta, visitabile tutto l'anno e l'accesso è libero. Da evitare i periodi di pioggia e neve che rendono il sentiero piuttosto pericoloso e le ore più calde nel periodo estivo. In prossimità dell'ingresso, merita una visita la chiesa di San Giorgio, con l'affresco esterno del Santo che uccide il drago.

Un percorso alternativo

Dalla frazione di Cislano, a 617 metri d'altitudine, è possibile raggiungere la cima del Monte Guglielmo, a 1.948 metri. Scendendo in automobile verso Marone, si svolta a sinistra in direzione Santuario Madonna della Rota e si raggiunge il rifugio Croce di Marone (1.166 m). Da qui, si prosegue a piedi lungo una strada sterrata (sentiero Cai 290) e, passando per il rifugio Malpensata (1348 m) e le malghe Guglielmo di sotto (1.575 m) e Guglielmo di sopra (1.744 m), si sale al Rifugio Almici (1.861 m). Un ultimo breve sforzo conduce al monumento del Redentore (1.948 m), dove si gode un panorama mozzafiato a 360 gradi sul lago e le valli sottostanti. Nelle giornate limpide si distinguono il Monte Rosa, l'Adamello e la Pianura Padana. Il percorso, andata è ritorno, dalla Croce di Marone al Guglielmo è di circa 4 ore e mezzo.

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