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Il volo verso casa: la Vittoria Alata torna a splendere al Capitolium

Una bellissima notizia: da pochi giorni è tornata a casa la statua della Vittoria Alata, dopo due anni di restauri. Ora giace negli spazi rinnovati del Capitolium

La meraviglia si è compiuta: la Vittoria Alata è tornata a Brescia dopo due anni di lavori e di restauri. Tutti la conoscono, non ha bisogno di presentazioni: in tempi recenti è stata celebrata sia in metropolitana che sulle pagine del comic Topolino. La “nostra” Vittoria Alata è di fatto una delle più straordinarie statue di epoca romana: bella, bellissima e maestosa, è stata sotto i ferri per due anni, sotto le cure dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Bentornata a casa, Vittoria Alata

Ora è tornata a casa, finalmente, aspettando tempi migliori (quando si potrà di nuovo vederla, dal vivo): il capolavoro millenario di bronzo è stato collocato nel Capitolium, in un allestimento museale progettato dall'architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg, concepito “per esaltare le caratteristiche materiche e formali valorizzate dalla complessa operazione di restauro”.

L'inedito allestimento, fa sapere la Fondazione Brescia Musei, si pone all'avanguardia nella museografia internazionale: è un progetto complesso, in ragione del luogo speciale in cui viene declinato, e per l'importanza delle opere da valorizzare. In sostanza, va letto come una sorta di “opera totale”, nella quale il rispetto dei criteri conservativi, illuminotecnici e tecnologici si sposa con la cura dei materiali.

Una festa di eventi (quando si potrà)

Per festeggiare la Vittoria Alata, la Fondazione Brescia Musei ha studiato un ricco palinsesto di eventi espositivi al Museo di Santa Giulia e al Capitolium: tutto fermo ovviamente, causa pandemia, restrizioni e senso di responsabilità collettivo. Ma pronti a ripartire quando si potrà, quando il peggio sarà passato. Solo per citarne uno: appena possibile, riaprirà al pubblico “Juan Navarro Baldeweg. Architettura, pittura, scultura. In un campo di energia e processo”, la retrospettiva dedicata all'architetto spagnolo (classe 1939) che ha curato la progettazione della nuova sala per la Vittoria Alata.

Il leggendario ritrovamento del 1826

Il ritrovamento della bronzea Vittoria risale al 20 luglio del 1826: in quel periodo gli scavi archeologici al tempio romano di Brescia, condotti dai membri dell'Ateneo di Scienze, lettere e arti e supportati da una sottoscrizione pubblica, procedevano ormai da diversi mesi, in un clima di grande soddisfazione per la scoperta del Capitolium e di alcuni suoi arredi.

Fu quel giorno che venne scoperto un insieme di bronzi, straordinari per bellezza e per quantità, tra il muro di una delle grandi aule del tempio: primo fra tutti una statua poco più grande del vero di una figura femminile, con le braccia staccate e poste lungo i fianchi. Era protetta da 85 cornici in bronzo: vicino alla testa furono ritrovate due grandi ali, una sopra l'altra, mentre lungo il fianco e vicino ai piedi erano riposte cinque teste, ritratti di imperatori romani, una statua più piccola in bronzo dorato e il pettorale di una statua equestre. Nasce così la favola (e leggenda) della Vittoria Alata. A scanso di equivoci: la statua rappresenta una paladina di Marte, il dio della guerra. 

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