"Incancellabile Vittoria": l'opera da 200 mq svetta sulla stazione della metro

Inaugurata l'opera “Incancellabile Vittoria” di Emilio Isgrò: installata nella Stazione Fs della metro, celebra il ritorno della Vittoria Alata

Nel segno della Vittoria Alata, Brescia propone una operazione artistica dal grande valore culturale, in occasione del ritorno di una delle più straordinarie statue in bronzo di epoca romana, dopo due anni di restauro. Si tratta dell’opera che Emilio Isgrò ha pensato per la parete nord della fermata ‘Stazione FS’ della metropolitana di Brescia, che si pone come nuova porta d’ingresso alla città, simbolo dell’accoglienza, inaugurata la scorsa settimana.

“Incancellabile Vittoria”

L’artista siciliano ha realizzato Incancellabile Vittoria, una monumentale installazione di circa 200 metri quadrati, composta da 205 pannelli di fibrocemento fresati, il cui soggetto presenta la sagoma della Vittoria Alata che si eleva dalle cancellature tipiche della sua cifra espressiva più caratteristica, che hanno dato origine a uno dei più originali linguaggi dell’arte contemporanea del secondo dopoguerra.

A Brescia, le due “Vittorie” diventeranno punti di attrazione e faranno da trait-d’union tra due templi della città: quello classico del Capitolium, all’interno del rinnovato sito museale archeologico di Brescia, e quello della stazione ferroviaria dell’alta velocità e della metropolitana, emblema della modernità.

Le parole del sindaco Emilio Del Bono

“L’opera di Emilio Isgrò rappresenta un omaggio alla nostra città e a uno dei suoi simboli più preziosi: la Vittoria Alata – dichiara il Sindaco Emilio del Bono – La grandiosa statua del I secolo, tornata a Brescia da pochi giorni, è infatti celebrata da questo lavoro che reinterpreta un soggetto dell’arte antica attraverso la sensibilità e le tecnologie dell’arte contemporanea. L’installazione accoglierà i passeggeri della metropolitana e rappresenterà un emblema della resilienza e della volontà di rinascere di tutti i bresciani. Non posso quindi che ringraziare di cuore il maestro Isgrò per aver raccolto il nostro invito e per averci fatto questo splendido dono”.

La “nuova” Vittoria Alata

La silhouette della dea romana, tratteggiata di colore rosso e riconoscibile dalle ali e dalla posizione alzata delle braccia, emerge da una più ampia griglia composta da cancellature nere su un brano tratto dall’Eneide di Publio Virgilio Marone, poeta classico che queste zone ha certamente frequentato per essere nato in ambito mantovano, non molto distante da Brescia, e autore del capolavoro letterario che racconta la fondazione di Roma, la sua grandezza e quella del suo impero di cui Brixia (l’antica Brescia) fu una delle città più importanti.

Le cancellature sono state operate in profondità, oltre che con livelli differenti rispetto alle lettere del testo. In questo modo è stato ottenuto un effetto di chiaroscuro tipico del bassorilievo scultoreo. L’opera è stata realizzata utilizzando una tecnologia avanzata a controllo numerico (digitale) progettata da The FabLab, presso il Talent Garden di Milano; Incancellabile Vittoria diventa così immagine della modernità, tanto quanto lo è la metropolitana di Brescia, costruita seguendo modalità che la pongono all’avanguardia dei trasporti in Europa.

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