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Ripescato lo spumante bresciano che riposa nel lago a 40 metri di profondità

Una specialità unica al mondo

Ripescato e stappato, e già degustato, anche stavolta la meraviglia si è compiuta: sono state recuperate sabato mattina, a largo di Peschiera Maraglio, Montisola, le bottiglie di Nautilus CruStorico che giacevano ormai da cinque anni sui fondali del lago d'Iseo. E' l'ormai celebre “spumante lacustre” dell'azienda Agricola Vallecamonica, guidata da Alex Belingheri: lacustre nel vero senso della parola, in quanto viene affinato nelle profondità delle placide acque del Sebino. 

Il progetto Nautilus CruStorico

Il Nautilus CruStorico è un progetto avviato nel 2010 in cui si incrociano biodiversità, sfida e innovazione. Come sempre tutto comincia dall'uva: le vecchie vigne di ceppi storici, biotipi di varietà locali a bacca nera, sono impiantate a un'altitudine che varia tra i 300 e i 450 metri in località Ruk a Cividate Camuno. Ogni bottiglia contiene una singola annata, per scelta: questo per abbandonare il concento di cuvée e quindi “apprezzare al meglio il gusto di un'unica vendemmia”. L'affinamento, come detto, avviene in una “cantina” sul fondo del lago.

Questo permette il mantenimento del vino a pressione costante, a bassa temperatura e in assenza di luce, consentendo di “cedere” il gusto dei lieviti al vino in maniera molto lenta. Non vengono aggiunti zuccheri così da esaltare l'annata o la tipologia di uva. “Tutto il processo produttivo di questo particolare progetto – spiega Alex Belingheri – è stato sempre realizzato con uno sguardo attento verso l'ambiente. Il nostro territorio ci è sempre stato a cuore, prima ancora che le questioni ambientali diventassero argomento principe”.

La sperimentazione del lago d'Iseo come “cantina naturale” è la prima e unica al mondo in acque lacustri per l'affinamento del metodo classico. Le bottiglie vengono lasciate a riposare a circa 40 metri di profondità. Una volta recuperate ovviamente si bevono: nello shop dell'Agricola Vallecamonica sono in vendita a 39 euro.

Lo spumante "estremo" nel lago Aviolo

E' dall'esperienza subacquea del Nautilus che nasce un nuovo progetto di affinamento in quota, con lo spumante metodo classico Estremo Adamadus: viene fatto riposare a 10 metri di profondità nel lago alpino Aviolo, a 1.930 metri d'altitudine all'interno del Parco naturale dell'Adamello. Si tratta di uno dei primi spumanti al mondo a essere prodotto con vitigni Piwi, resistenti sia al freddo che alle malattie fungine: necessitano di pochi trattamenti per ottenere uve a basso impatto ambientale, ecosostenibili e che regalano vini “puri”, puliti e rispettosi della materia. 

Anche in questo caso ogni bottiglia contiene una singola annata. Il vino viene affinato in montagna in condizioni “estreme”, riposando nel periodo invernale sotto lo spesso strato di ghiaccio che avvolge il lago ai piedi del ghiacciaio, nel cuore del Parco. E' un'altra cantina “naturale e sostenibile” che favorisce una lenta evoluzione dei lieviti all'interno della bottiglia, garantendo una costante di temperatura e pressione, dovuta alla combinazione tra altitudine e immersione.

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