Quattro vini bresciani da regalare a Natale

Una selezione di vini “speciali” da regalare a Natale: bianco, rosso, rosato e bollicine, un viaggio enoico in tutta la provincia di Brescia

Bianco e rosso, rosato e bollicine: un tour enoico della nostra bella provincia alla scoperta di quattro imperdibili vini, ideali per fare uno speciale regalo di Natale ad appassionati e non solo. Ci siamo affidati ai suggerimenti di sommelier esperti, partendo dal lago di Garda (con il Lugana Orestilla di Montonale, nel 2017 giudicato il miglior vino bianco del mondo, e il Chiaretto Matilde dei Due Pini, medaglia d'argento a Vienna nel 2018) fino ad arrivare all'immancabile Franciacorta, e il pas dosé Diamant di Villa Franciacorta, e alla Valle Camonica, alla scoperta di un vino (il Camunnorum) che non ha nulla da invidiare all'Amarone. 

Rocche dei Vignali: Camunnorum

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Camunnorum (il “vino dei camuni”) è un Igt Valcamonica Rosso classe 2012 prodotto da Rocche dei Vignali, con grado alcolico di 16 gradi. Dentro di sé nasconde il prezioso connubio di sapore antico, tipico dei territori di montagna, e di tecniche colturali moderne. Il suo carattere forte lo si deve alle uve Merlot, Marzemino e Cabernet dei migliori vigneti della Valle Camonica in parte appassite e poi vinificate con il sistema tradizionale. Affinato per circa 15 mesi in piccole botti di rovere e per almeno sei mesi in bottiglia si presenta di colore rosso rubino intenso. Il profumo è fruttato, sensazioni di ciliegia e di frutti di bosco, sfumature di spezie e di vaniglia conferiti dall’affinamento in botti di rovere, rendono questo vino piacevole all’olfatto regalando inoltre al gusto un corpo ben strutturato di tannini fini e a lunga persistenza. Ottimo con piatti a base di selvaggina e con formaggi stagionati sa esaltare la cucina tipica della Valle Camonica.

Villa Franciacorta: Diamant

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Il Diamant di Villa Franciacorta è un pas dosè millesimato (annata 2013) prodotto nei vigneti di Monticelli Brusati, con uve di Chardonnay (85%) e Pinot nero (15%). Le uve vengono “allevate” in un vigneto da 4.000-5.000 piante per ettaro, a cordone speronato, dove la concimazione è organica naturale, e la lotta ai parassiti è biologica. Una vendemmia piuttosto anticipata permette di ottenere un prodotto di giusta gradazione e acidità, preservandone al massimo i profumi floreali e fruttati: come da tradizione, la vendemmia è manuale e in cassetta, con cernita delle uve sulla vita. La vinificazione comincia con una pigiatura soffice dell'uva intera, con presse pneumatiche, e una successiva sedimentazione naturale a freddo. La prima fermentazione alcolica si svolge in serbatoi in acciaio inox, con affinamento parziale in barrique prima del tiraggio. La messa in bottiglia (tirage) è programmata nella primavera successiva all'anno della vendemmia: seguono rifermentazione e presa di spuma in bottiglia con lieviti selezionati, e affinamento per un minimo di 60 mesi. Nella sua essenza rappresenta la massima espressione del terroir unico da cui proviene: grande struttura, fragranza, complessità aromatica e nerbo. 

Montonale: Lugana Orestilla

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Il Lugana Orestilla 2017 della cantina Montonale è un 100% Turbiana le cui uve provengono dal piccolo vigneto omonimo, solo due ettari, situato nel borgo di Montonale, sulle colline di Desenzano del Garda. Maturato 8 mesi in tonneau di rovere piegate al vapore, per enfatizzarne l'eleganza senza l'invadenza del legno tostato, rimane almeno 8 mesi in bottiglia prima di lasciare la cantina per raggiungere le tavole dei migliori ristoranti d'Italia. Ricco, complesso e longevo, prodotto in quantità limitatissime, deve la sua notorietà al Decanter World Wine Awards: nel 2017 è stato premiato quale miglior vino bianco del mondo dalla severa giura del magazine inglese Decanter. Curiosa la storia del nome del vino: Orestilla era una matrona romana di nobile lignaggio, la cui stele funeraria fu reperita secoli or sono dove ora è situato il vigneto; il prezioso ritrovamento è testimoniato dal letterato gardesano Bongianni Grattarolo nella sua Historia della Rivierà di Salò, 1599.

Due Pini: Chiaretto Matilde

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Un vino buono tutto l’anno? Il Chiaretto della Valtenesi, ottimo vino anche per le festività natalizie. Da Polpenazze arriva il Chiaretto Matilde, da uve Groppello, che non è soltanto un vino estivo ma è ottimo anche d’inverno: la sua struttura importante e la sua carica olfattiva fanno sì che si possa bere fresco ma non freddo, anche in abbinamento a piatti importanti. Se in estate lo si degusta tra gli 8 e i 10 gradi, ora la perfezione la si ottiene a 12-14 gradi: ideale per chi desidera un vino non troppo freddo durante i mesi invernali. Il Chiaretto Matilde (biologico) è prodotto dalla Due Pini di Polpenazze, con una macerazione delle bucce rosse molta lunga, in modo da estrarre maggiormente la componente strutturale. In Valtenesi caso più unico che raro: la possibilità di far maturare ulteriormente questo vino in bottiglia, per scoprire gusti sempre nuovi. Il Chiaretto Matilde può accompagnare diverse tipologie di piatti, da un risotto coi funghi alla pizza, tagliata di carne, piatti di pesce di mare e di lago. Nel 2018 è stato premiato con la medaglia d’argento all’International Wine Challenge di Vienna, uno dei concorsi più importanti al mondo.

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