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Le stalattiti di ghiaccio della Via Mala (fonte Instagram: insta_monimoli)

Le stalattiti di ghiaccio della Via Mala (fonte Instagram: insta_monimoli)

Panorami mozzafiato e senza tempo: le cascate di ghiaccio della Via Mala

Bellissima d'estate, straordinaria d'inverno: la meraviglia della Via Mala, in Val di Scalve, e le sue spettacolari cascate di ghiaccio

Che sia d'estate oppure d'inverno, lo spettacolo è garantito: splendidi sentieri per il trekking quando fa più caldo, immersi nel verde tra vallate profonde e rocce millenarie, come in un piccolo Grand Canyon; panorama ancor più mozzafiato quando arriva il freddo, abbracciato dalla neve e dalla meraviglia delle cascate di ghiaccio.

Siamo in Val di Scalve, terra di confine tra la Valle Camonica e le Alpi Orobie orientali: nello specifico, nella celebre Via Mala, la strada che univa la Val d'Angolo, in territorio bresciano, oltre i confini della provincia di Bergamo. “Si apriva il varco nella costa della montagna – si legge su valdiscalve.it – in un paesaggio di forme aspre, fra gole e orridi risalenti all'ultima glaciazione, solcati dal fiume Dezzo”.

Le cascate di ghiaccio della Via Mala

Aspettando la prima neve, che da qui ai prossimi giorni dovrebbe sommergere (fino a un metro, e forse oltre) anche le montagne bresciane e bergamasche, per gli appassionati e non solo è già un conto alla rovescia, nell'attesa delle cascate di ghiaccio. Ormai ogni anno, nei secoli dei secoli, il gelo dell'inverno e l'acqua che scorre si fondono, come un abile demiurgo capaci di creare sculture di ghiaccio, stalattiti e stalagmiti, che salgono e scendono tra sentieri, gallerie e antichi percorsi naturali.

Come raggiungere il "Grand Canyon"

Nel cuore del piccolo (e citato) Grand Canyon, la Via Mala diventa un paesaggio senza tempo, quasi unico al mondo. Il vecchio itinerario, si legge ancora su valdiscalve.it, può essere ripercorso a partire dalla Valle Camonica, risalendo da Angolo Terme: “Dalla prima galleria si percepisce un ambiente selvaggio dai toni cupi ed essenziali, in cui il tempo sembra essersi fermato”.

Proseguendo sulla strada (stretta e tortuosa) si passa una seconda galleria: qui uno spiazzo sulla destra mostra dove poter sostare e proseguire a piedi. Il percorso turistico, in completa sicurezza, è lungo poco più di un chilometro e si sviluppa sulla vecchia strada scavata nella roccia, a strapiombo per oltre 80 metri sul fiume Dezzo.

Un paesaggio senza tempo (e senza fiato)

“Si carica di una potenzialità emotiva particolarmente intensa: profili decisi affacciati sul vuoto, pareti rocciose inghiottite da voragini impressionanti. Un balcone panoramico a sbalzo offre una visione complessiva dell'orrido di Via Mala: il ripristino del tratto permette di raggiungere la Cascata di travertino, capovolgendo la visuale di fronte agli strapiombi che dal basso ci sovrastano come aggrappati al cielo”.

Ma perché si chiama Via Mala? Nota curiosa, l'appellativo “Mala” in passato “contrassegnava frequenti percorrenze accidentate e inquietanti: i vertiginosi precipizi che terrorizzavano i viaggiatori del passato lasciano tuttora senza fiato”. Provare per credere, quando si potrà.

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