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Dal Garda all'Etna (e ritorno) in Vespa: la storia di Roberto e Graziella

Un "Giro d’Italia" mozzafiato

Un viaggio incredibile, a maggior ragione se si considera che è stato fatto a bordo di un’icona dello stile e dei motori italiani, la Vespa. È l’esperienza vissuta lo scorso luglio da Roberto Calzà e Graziella Petruzza, coppia nella vita e nel lavoro (sono titolari dell’Asd Sport e Difesa) che, dalla loro Arco, hanno pensato bene di raggiungere l’Etna. Il tutto a bordo, come detto, di una Vespa.

Vespa, che passione

La due ruote della Piaggio è una costante nella vita di Roberto e Graziella, entrambi soci del Vespa club di Rovereto: “Per Roberto la passione nasce da ragazzo, quando suo papà acquistò con 50mila lire una Vespa da un signore che se ne voleva liberare. Quanti pomeriggi ha passato a lavorare su quella Vespa. In casa mia, c’era mio che padre aveva una Vespa bianca; ricordo soprattutto il rumore  quando tornava da lavoro. La passione per la Vespa per me è arrivata dopo, soprattutto per il modello che guido, in particolar modo perché il ricavato della vendita era destinato a Save the Children” confida Graziella. In Vespa sono stati prima a Barcellona, con il ritorno in Spagna è in programma per l’anno a venire, e poi, appunto alle pendici del celebre vulcano siciliano.

Il viaggio

Roberto a bordo della PX 200 a marce, Graziella sulla Primavera 125 a 4 tempi sono partiti da Arco e dalle zone dell’Alto Garda per un giro d’Italia che li ha portati poi nell’arco di 10 giorni tra Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, la terra natia di Graziella, con la visita all’Etna (ovviamente in sella alla Vespa), e quindi ancora Calabria, Campania, Roma, Isola d’Elba,

Toscana e poi il ritorno

Adesso è il tempo di far riposare le due Vespe. Ma è anche l’occasione per programmare le prossime tappe e, perché no, anche sognare. Ancora Graziella: “Il prossimo giro che abbiamo in mente è il ritorno in Spagna, ma il sogno è Capo Nord, anche se bisticciamo sulla stagione: Roberto vorrebbe andarci in inverno, io d’estate”. Stagione a parte, si prospetta all’orizzonte un’altra grande avventura per i due vespisti di Arco.

Fonte: Trentotoday.it
 

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