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La scommessa culinaria post-pandemia: è in arrivo il primo tortello allo spiedo

La sfida congiunta di Gaetarelli e Ferraboli: tra poche settimane arriverà sul mercato il primo tortello allo spiedo bresciano

Il nuovo tortello allo spiedo - Foto © Bresciatoday.it

Il destino (curioso) ha voluto che le due aziende siano nate in contemporanea, entrambe nel 1964: oggi di nuovo insieme per lanciare un prodotto che sarà sicuramente un cult, ovvero il primo tortello allo spiedo bresciano. La sinergia si staglia dal Garda, con il Pastificio Gaetarelli di Salò, alla Valsabbia con la Ferraboli di Prevalle: sullo sfondo c'è la regia di Cna, la Confederazione nazionale dell'artigianato. La prima, Gaetarelli, è una delle poche aziende bresciane (sono 46 su 118mila) che producono pasta di ogni forma e colore, con un export all'estero che vale il 70% del fatturato; la seconda, Ferraboli, vanta una tradizione unica nella produzione di barbecue e girarrosti, nonché il brevetto storico – risale agli anni Ottanta – per la “stecca” che fa girare gli spiedi, da una parte e dell'altra.

Il prodotto sarà sul mercato già nelle prossime settimane, dopo una sperimentazione durata quasi un anno e mezzo. A disposizione del comparto Horeca, quindi ristoranti e affini, con un formato da un chilo, a cui si aggiunge il classico formato famiglia (da 250 grammi) in distribuzione nei negozi e nei supermercati, tra cui Conad e Italmark solo per citarne un paio. L'obiettivo è raggiungere anche mercati esteri storici come Gran Bretagna, Nord Europa, Hong Kong e Cina (soprattutto Shanghai).

Una sperimentazione di un anno e mezzo

“Non è stato facile, tutt'altro – ammette Massimo Gaetarelli, presidente del Pastificio di Salò – perché un conto è farlo una volta, un colto è organizzare una produzione in grande scala mantenendo inalterate le qualità del singolo prodotto. Per capirci: solo per la campionatura ci sono voluti più di 3mila pezzi, in meno di 4 settimane”. L'idea nasce, quasi per gioco, da Mimma Ferraboli: “Da tempo sognavo un tortello in grado di deliziare i palati in maniera smart – spiega la titolare dell'impresa di Prevalle – senza aspettare il pranzo della domenica, che richiede tempo e capacità”.

Alla realizzazione del tortello hanno partecipato anche il capo-progetto Andrea Bodei e lo chef Cesare Veronesi, di tradizione stellata: dopo una vasta gamma di panel test gli stessi protagonisti ammettono che l'obiettivo è stato raggiunto. Con il supporto di Cna: “Il mercato chiede, le nostre aziende rispondono – dice la presidente Eleonora Rigotti – e l'esempio di Ferraboli e Gaetarelli è il modello che promuoviamo da sempre: radicamento nel territorio, nelle tradizioni e sguardo rivolto al futuro”.

Come cucinare il tortello allo spiedo

Pollice in su anche dalla politica locale. Per Claudia Carzeri, consigliera regionale, “questo è un prodotto di innovazione e creatività, e che può generare turismo”: per Federico Bana, vicesindaco di Salò, “è la sintesi perfetta di cinque parole chiave: umiltà, fantasia, territorio, squadra e riconoscibilità”. Ma come si cucina il tortello allo spiedo? Basta poco, un po' di burro nocciolato (meglio se di malga) senza nemmeno bisogno di salvia e formaggio. Per i più arditi, magari su un lettino di polenta. La chiamata ai fornelli è compiuta.

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