Domenica, 26 Settembre 2021
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Brescia: 100 milioni di euro per le tre nuove torri del termoutilizzatore

Lavori già in corso in Via Malta per il potenziamento del termovalorizzatore di A2A: investimento da 100 milioni di euro

Sono in corso ormai da qualche settimana – dallo scorso novembre – i lavori di ampliamento del termoutilizzatore di Brescia, in Via Malta nella zona sud della città: l'investimento di A2A è di oltre 100 milioni di euro, e prevede la realizzazione di tre nuove torri (alte 30 metri ciascuna) che però saranno “integrate” all'interno delle costruzioni esistenti, o comunque “coperte”, e quindi (quasi) non si vedranno dall'esterno.

Un progetto da 100 milioni di euro

Il potenziamento dell'impianto permetterà di raggiungere già il prossimo un rendimento pari a 164 GWh l'anno, in aumento del 14% rispetto all'attuale. Il progetto è stato presentato e discussione anche nelle Commissioni consiliari del Comune di Brescia per Ecologia e Urbanistica: le nuove torri faranno parte di un impianto che prevede il recupero termico con condensazione dei fumi, affiancato da un sistema catalitico per ridurre al minimo l'impatto sull'ambiente.

Il termoutilizzatore

Il termoutilizzatore di Brescia è in funziona ormai da più di 20 anni, dal 1998: ad oggi è composto da tre unità di combustione indipendenti, alimentate da rifiuti urbani indifferenziati e rifiuti speciali non pericolosi. E' collegato insieme ad altri impianti produttivi di A2A con il teleriscaldamento cittadino. Oltre a produrre energia elettrica, recupera il calore generato e lo convoglia, attraverso una rete di teleriscaldamento per circa 670 chilometri, fino alle abitazioni dei singoli utenti.

Il teleriscaldamento

Il teleriscaldamento cittadino si allaccia a quasi 21mila edifici, raggiungendo più di 130mila abitanti: è alimentato in gran parte dal termoutilizzatore di Via Malta, ma anche dalle centrali di Lamarmora e Nord oltre che (in piccola quantità) dal calore recuperato da Ori Martin, ed entro la fine dell'anno anche da quello di Alfa Acciai. Una storia che comincia da lontano, quasi mezzo secolo fa.

Correva l'anno 1972 quando con una piccola centrale termica, al servizio di un quartiere della zona sud della città di Brescia, fu realizzato il primo impianto di teleriscaldamento urbano in Italia. Fino al 1977 il calore veniva prodotto con caldaie ad alto rendimento: dall'anno successivo, con l'entrata in esercizio del primo gruppo di cogenerazione della centrale Lamarmora, alla produzione di calore si è aggiunta quella di energia elettrica. Ad oggi più del 70% degli edifici della città sono serviti dal teleriscaldamento. 

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