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Martedì, 3 Ottobre 2023
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Tav: 35 milioni di euro, nascerà la stazione del Lago di Garda

Il Cipess ha stanziato i primi fondi

La stazione Tav del Garda si farà: stanziati i primi 35 milioni di euro. La notizia è stata annunciata dalla consigliera regionale Claudia Carzeri (Forza Italia), presidente della commissione Trasporti: fu lei la prima firmataria della mozione, approvata in Consiglio regionale poco più di un anno fa, in cui si chiedeva "l'attivazione di tutte le procedure necessarie alla realizzazione della stazione ferroviaria Tav per il Basso Garda". Così è stato: i 35 milioni, che serviranno alla progettazione e alla prima tranche di lavori, sono stati finanziati dal Cipess - il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, presieduto dal premier uscente Mario Draghi e dal segretario Cipess Bruno Tabacci - nell'ambito del Contratto di programma Rfi (Rete ferroviaria italiana) per il 2022-2026, parte investimenti, per un totale di 13 miliardi di euro "di nuove risorse che finanziano interventi e investimenti".

Il progetto di San Martino

Della stazione Tav del Garda si parla ormai da anni: non era inserita nel progetto della Brescia-Verona - opera da 2,5 miliardi di euro - ma era presente una prescrizione per la realizzazione di uno studio di fattibilità, su spinta dell'allora assessore regionale Mauro Parolini. Due le opzioni sul tavolo, le soluzioni Est (a Pozzolengo) e Ovest (a San Martino della Battaglia, in territorio di Desenzano, non lontano dal casello autostradale): è stata scelta la seconda, che dovrebbe costare poco meno di 58 milioni di euro, da realizzarsi in 30 mesi.

Il progetto prevede la nuova stazione a un paio di chilometri dal casello autostradale di Sirmione (che è a San Martino), in mezzo ai vigneti e tra le località Armea, Pergola e Morone: alla nuova stazione verrebbe affiancata anche una fermata per la linea storica, nuovi parcheggi e viabilità, una stazione per i bus, pista ciclabile e bike park. Si prevedono infine fino a 2.120 passeggeri al giorno.

Favorevoli e contrari

"E' stato un lavoro durato anni - spiega Claudia Carzeri - cominciato con Mauro Parolini e proseguito poi con l'impegno dell'assessore regionale Claudia Terzi, le mozioni in Consiglio regionale, in Provincia, nei Comuni interessati tra cui Desenzano (grazie a Emanuel Piona e Guido Malinverno), Lonato, Pozzolengo e Sirmione, e ancora il coinvolgimento di associazioni come la Coldiretti, il senatore Adriano Paroli (vicepresidente della commissione Infrastrutture del Senato). Tutti i mesi abbiamo sentito Rfi per avere notizie, per saperne di più: ora finalmente l'obiettivo è stato raggiunto. I 35 milioni di euro stanziati serviranno per la progettazione e per parte dei lavori del primo lotto: le risorse sono tante per il progetto, ma poche per la sua realizzazione. Ci aspettiamo dunque anche una successiva integrazione".

Tutti d'accordo, o quasi: l'ipotesi di una stazione Tav del Garda aveva raccolto anche voci contrarie. I punti contestati sono riassumibili così: l'esistenza di una stazione ferroviaria (a Desenzano) già funzionante e appena ristrutturata, che così sarebbe ulteriormente penalizzata. La localizzazione della fermata del Basso Garda: in una vasta area verde, quindi consumo di suolo, molto vicina al casello della A4 ma lontana da tutto il resto. Per offrire un servizio ottimale servirebbero bus navetta, taxi (che già adesso sono pochi): turisti e viaggiatori altrimenti potrebbero scendere a San Martino, cambiare binario (e treno) e tornare poi verso la stazione "originale" di Desenzano. Tanti nodi da sciogliere nelle fasi successive della progettazione.

La Tav Brescia-Verona

La Tav Brescia Est-Verona si sviluppa per circa 48 chilometri, di cui 45,4 km di linea ferroviaria (ad alta velocità e alta capacità) e 2,2 km di interconnessioni. Il tracciato attraversa due regioni, tre province e una dozzina di Comuni: Mazzano, Calcinato, Lonato, Desenzano, Pozzolengo, Ponti sul Mincio, Peschiera, Castelnuovo, Sona e Sommacampagna, fino ad arrivare all'aggancio con Verona.   Realizzare l'intera tratta, come detto, costerà circa 2 miliardi e mezzo di euro: il general contractor è Cepav due, il Consorzio Eni per l'Alta velocità. 

Tra le opere più costose (e complicate) c'è sicuramente il sistema "Galleria Lonato", che da Campagna arriverà a Desenzano: la sua lunghezza complessiva è di 7.950 metri, e comprende le trincee di approccio e uscita, cui seguono le due gallerie artificiali e le singole canne della galleria naturale. Quest'ultima, a doppia canna e a singolo binario, con una lunghezza complessiva di 4,8 km è la più lunga di tutto il tracciato. Si continua a scavare con la talpa "Martina", una Tunnel boring machine da 1.800 tonnellate: la realizzazione della prima canna è al 70% (circa) di avanzamento, ed è stato completato anche il primo sotto-attraversamento dell'autostrada A4. 

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