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Tav - Lettera ai Vescovi di Brescia e Verona

Reverendi Monsignori, Eccellenza Bassetti Gualtiero, Eccellenza Monari Luciano, Eccellenza Zenti Giuseppe, con la presente voglio portare all’attenzione delle vostre Eccellenze Reverendissime, una problematica territoriale chiamata TAV, un treno ad Alta Velocità che fa perdere il sonno e la pace a migliaia di cittadini della Lombardia e del Veneto. Essere indignati nei riguardi della classe politica è dir poco, questa imposizione e arroganza fa paura a tutti, chiediamo aiuto a voi, eminentissimi e illustri rappresentanti della nostra Chiesa, una casa universale che non può lasciare soli i suoi figli.

Papa Francesco nella sua enciclica parla di una Casa Comune, la stessa Casa che tutti hanno il dovere di difendere, il nostro ambiente corre un grande rischio, un rischio che già perseguita queste Regioni bellissime e maltrattate. Giunge notizia in questi giorni, che alcuni parroci della Diocesi di Brescia hanno preso le distanze dai Comitati di Cittadini No Tav, escludendo ogni aiuto su utilizzi sociali dei propri oratori. Eminentissimi Monsignori, questa società chiede aiuto, questa società ha bisogno di tutti i suoi figli per continuare ad esistere. Il nostro cammino guarda al futuro, guarda lontano, verso quel cammino che ci è stato indicato da uomini illustri, poi diventati Santi. Chi può dimenticare le parole del grande Papa Giovanni Paolo II, che sul Sagrato di Agrigento, si scagliò contro la mafia a difesa della vita dell’uomo.

Eminentissimi Monsignori voglio chiedervi di scendere in campo, questa non è solo politica, questa è una pacifica lotta di civiltà, portata avanti con consapevolezza, per aiutare alla sopravvivenza, l’ambiente e la nostra salute. La Tav è un progetto di inizio anni 90, ci dicono che è indispensabile al progresso, però poi nella realtà si dimostra fallimentare, ci dicono che lo ha chiesto l’Europa e poi scopriamo che l’Europa chiede solo un adeguato trasporto con le giuste migliorie all’esistente, non ci dicono i Costi Benefici dell’opera, perché a dir loro non è indispensabile per procedere.

Eminentissimi Monsignori, nel nome della vita, vi chiedo di intervenire fermamente in nostro aiuto. Abbiamo scritto a Papa Francesco, informandolo del nostro disagio e del grave pericolo che incombe sui territori. In allegato la lettera al nostro Caro Papa. Ringraziando della Vostra attenzione, alle Vostre Eccellenze Reverendissime giungano i miei più cari e distinti saluti. Tutto è nella mani di Dio, ma anche nella buona volontà degli uomini. Angelo Polizzotto Attivista No Tav Peschiera del Garda

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