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Lunedì, 16 Maggio 2022
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M'ama, non m'ama: la vera storia della festa di San Valentino

Tra storia e leggenda, quali sono le origini della festa di San Valentino?

Regali tra sposini e fidanzati, amanti e conoscenti: e poi cene gourmet, pic-nic romantici, film al cinema e chi più ne ha più ne metta. Se c'è una festa che meglio incarna lo spirito consumistico della società moderna, sicuramente è quella di San Valentino. Ma al di là dei cuori battenti degli innamorati, comunque è una ricorrenza che fa il suo effetto, vi siete mai chiesti quale siano le origini, tra storia e leggenda, della festa di San Valentino? Innanzitutto, la data: cade il 14 febbraio che, appunto, è il giorno in cui si celebra il santo Valentino.

La vera storia di San Valentino

E' il giorno in cui la ricorrenza viene festeggiata un po' in tutto il mondo, anche se in particolare in Europa, nelle Americhe e in Estremo Oriente (in buona parte del pianeta, insomma, manco sanno di cosa stiamo parlando: e questo nonostante la globalizzazione). Ma invece il santo Valentino? Come riporta Cathopedia, l'enciclopedia cattolica, San Valentino (detto anche San Valentino da Terni o San Valentino da Interamna) nacque a Terni nel 176 d.C. e morì a Roma nel 273. Fu vescovo e martire, e per questo ancora venerato dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e da quella anglicana. 

Nacque pagano ma si convertì al cristianesimo: venne ordinato vescovo a Terni nel 197. Nell'anno 270 si trovava a Roma, quando l'imperatore Claudio II (detto il Gotico) lo invitò a sospendere le sue celebrazioni e ad abiurare la sua vede: Valentino da Terni si rifiutò, e anzi tento di convertire anche l'imperatore al cristianesimo. Quest'ultimo decise di salvargli la vita, ma il nostro Valentino non fu così fortunato una seconda volta: venne arrestato dall'imperatore Aureliano, che lo fece prima flagellare e poi decapitare.

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La prima festa, tra storia e leggenda

La celebrazione liturgica di San Valentino su istituita un paio di secoli dopo la sua morte: correva l'anno 496 quando papa Gelasio I decise di sostituire la festa romana della fertilità (ancora dedicata al dio Luperco, per questo nota come Lupercalia) con una festa ispirata al messaggio d'amore di San Valentino. Come riporta Famiglia Cristiana, la Chiesa cristianizzò quel rito pagano “attribuendo al martire di Terni la capacità di proteggere i fidanzati e gli innamorati indirizzati al matrimonio e a una unione allietata dai figli”.

Nei secoli dei secoli sono sorte un'infinità di leggenda sulla vicenda di San Valentino. Tra le più interessanti, recita ancora la rivista d'ispirazione cattolica fondata nel 1931, merita menzione quella secondo cui il martire fosse grande amante delle rose, e che per questo ne regalava a bizzeffe alle coppie di fidanzati per augurare loro un futuro felice. 

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