Mercoledì, 17 Luglio 2024
social Capriano del Colle

Tutto in famiglia: i cugini Danesi e il vino giovane che guarda al territorio

Età media 35 anni, già da un decennio tra i vigneti

Mario compirà 36 anni a settembre, Massimo li ha festeggiati a fine luglio: Elisa ne ha 39, Angelo 32. Largo ai giovani, largo ai cugini Danesi che ormai da oltre un decennio guidano la cantina San Michele di Capriano del Colle, sul Montenetto: operativa dai primi anni Ottanta, sempre in famiglia, oggi propone un carnet da 9 etichette (tutte biologiche) in tre linee (i classici, le selezioni, le eccellenze) per una produzione complessiva di circa 70mila bottiglie l'anno, da 16 ettari di vigneti in gran parte Marzemino (5 ettari), Turbiana e Merlot (3 ettari ciascuno) e a seguire Chardonnay, Barbera, Sangiovese e Pinot bianco. 

Una storia antica, una svolta recente: ai primi esperimenti sul Marzemino e sul metodo classico, a cura di papà e zio, è l'ingresso in azienda della nuova generazione che ha portato grandi cambiamenti. Ovvero: una nuova immagine (il "vino a colori": ogni etichetta, un colore diverso), la scelta di produrre in regime biologico, la ricerca volta a un continuo miglioramento dei vini. Altro che vignaioli per caso: "Ammetto di aver studiato Economia aziendale - racconta Mario Danesi - e di aver imparato tutto sul campo. Ma già la mia tesi di laurea, di marketing territoriale, era sul Montenetto. Ci dedichiamo a tempo pieno allo sviluppo di nuovi vini, alla sperimentazione: ma fedeli alla linea dell'eleganza, della finezza, della facilità di beva".

Ricerca e sperimentazione

Partendo da alcuni punti fermi. Il Marzemino: "Una storia secolare, arrivato a Brescia (e sul Montenetto) con la dominazione veneziana - continua Mario Danesi -: ne parlava già Agostino Gallo nel suo Le venti giornate dell'agricoltura e de' piaceri della villa. In tutto questo tempo l'uva si è adattata al suo territorio, con caratteristiche uniche e biotipi diversi". Forse è ancora presto per parlare di Marzemino del Colle, ma chissà: intanto è la base ampelografica di tutti i vini rossi (tranne uno, Nubes: Montenetto igt 100% Merlot) di San Michele, dal Carme (che è un Capriano del Colle doc, così come il Netto, che però è un bianco con 85% uve Turbiana) al Marzemino 100%, fino al 1884 (50% Merlot, 40% Marzemino e 10% Sangiovese) che è un rosso riserva della doc locale.

Ma la sperimentazione si estende a Equilibrista, unico rosé nel carnet di San Michele: bottiglia a 9 euro in cantina, blend di Marzemino, Merlot, Sangiovese e Barbera, circa 3mila bottiglie e freschezza e bevibilità garantite (soprattutto d'estate). E ancora il Belvedere, brut metodo classico 50% Chardonnay e 50% Turbiana con 24 mesi sui lieviti (ma si sta sperimentando una linea magnum da 36 a 40 mesi: "Vogliamo capirne il potenziale", sottolinea Danesi) e, altro cult della linea delle eccellenze, Otten, 100% Turbiana con un parte di uve a vendemmia tardiva, colpite dalla muffa nobile Botrytis cinerea: attualmente è in commercio la terza serie (Otten 3), vendemmia 2018, a fine anno uscirà Otten 4 (vendemmia 2021) e a seguire Otten 5 (vendemmia 2020). 

La Cascina San Michele

Lo stile innovativo ha ispirato il recupero della Cascina San Michele, a poche centinaia di metri dalla cantina (e a pochi chilometri dalla città: si trova agile anche su Google), un casale del 1884 (da qui il nome del rosso riserva) che è diventato luogo da tutto esaurito per gli aperitivi della domenica (crescita a doppia cifra percentuale sul 2022, il primo anno) che proseguiranno senza sosta fino alla fine di settembre, e se il meteo lo permette anche nelle prime settimane d'autunno. Una Alfa Romeo Giulietta accoglie gli avventori, a pochi passi un giovane vigneto di Barbera: al calar del sole l'unica luce che illumina la campagna è proprio la Cascina San Michele. 

Aperitivi con tutta la produzione di San Michele, ovviamente, ma anche i pirli con base metodo classico (e c'è anche lo "sbagliato"), menu d'accompagnamento a base di prodotti locali (dai salumi dell'azienda agricola Manenti ai formaggi di capra di Tre Gatti) una serie di quasi tapas chiamate "rinforzini", citazione cinematografica dal capolavoro "Amici miei", e - unica nota forestiera, ma positiva - acciughe in latta di Conservas Angelachu con burro montato all'olio del Garda, da gustare con un Belvedere (o uno champagne: in carta ci sono anche quelli). Atmosfera con vista Montenetto: "Stiamo cercando di far conoscere un territorio che ha davvero molto da raccontare", chiosa Mario Danesi che è anche vicepresidente del Consorzio di tutela. Per gli appassionati: acquisto bottiglie anche in Cascina. Ma pure un'imperdibile brezza estiva per dimenticare traffico, problemi e impegni. Almeno per qualche ora.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tutto in famiglia: i cugini Danesi e il vino giovane che guarda al territorio
BresciaToday è in caricamento