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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Antifascisti in marcia: un migliaio di bresciani per la manifestazione

Si stima che almeno un migliaio di bresciani raggiunga Roma per la manifestazione

Potrebbero essere più di un migliaio i bresciani in partenza in queste ore per raggiungere la Capitale, dove è in programma la grande manifestazione – promossa dai tre sindacati confederali: Cgil, Cisl e Uil – definita dagli stessi organizzatori come “una manifestazione antifascista per il lavoro e la democrazia”, la pronta risposta “all'assalto squadrista alla sede nazionale della Cgil”. In quell'occasione, spiegano i segretari generali Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, “abbiamo assistito a un attacco a tutto il sindacato confederale italiano, al mondo del lavoro e alla nostra democrazia: per questo chiediamo che le organizzazioni neofasciste e neonaziste siano messe nelle condizioni di non nuocere, sciogliendole per legge”.

“E' il momento – concludono Landini, Sbarra e Bombardieri – di affermare e realizzare i principi e i valori della Costituzione. Invitiamo pertanto tutti i cittadini e le forze sane e democratiche del Paese a mobilitarsi e a scendere in piazza”.

Un migliaio di manifestanti da Brescia

Anche da Brescia, come detto, saranno in tanti: tra quelli “ufficiali” (cioè organizzati direttamente dai sindacati) se ne contano almeno 700, che partiranno a bordo di una decina di pullman (da Brescia, Gardone Valtrompia e Montichiari); circa un centinaio invece raggiungeranno Roma in treno. A questi andrebbero aggiunti, ma ad oggi è impossibile saperlo, tutti quelli che si muoveranno in autonomia: la stima è che un migliaio di persone dalla nostra provincia partecipino alla manifestazione.

La mobilitazione della Cgil bresciana

“Una prima risposta forte c'è già stata, in tutta Italia e anche a Brescia – spiega Francesco Bertoli, segretario della Cgil Brescia – e questo grazie ai tanti presidi che sono stati organizzati nell'ultima settimana, non solo in città ma in diversi luoghi della provincia. Anche sabato ce ne sarà un altro, simbolico, a Palazzolo. Intanto siamo tutti al lavoro affinché la manifestazione riesca bene, e che non ci siano problemi: ribadiremo le richieste già avanzate dalle segreterie nazionali, ossia lo scioglimento dei movimenti che si rifanno al fascismo e una garanzia di sicurezza per chi vive e frequenta le nostre sedi. Esprimiamo inoltre solidarietà ai poliziotti rimasti feriti”.

La storia è purtroppo nota: nel corso di una manifestazione No Vax, in scena a Roma, un folto gruppo ha di fatto assaltato la storica sede della Cgil capitolina, un attacco vile in un momento in cui non c'erano difese, se non pochi poliziotti (senza divisa) rimasti appunto feriti e colpiti. Seppur con diverso clamore, il tema non è nuovo, anche a Brescia.

Le prime avvisaglie quasi un anno fa?

“L'abbiamo sempre detto – continua Bertoli – e fin dall'inizio, dalla prima manifestazione di Piazza Vittoria ormai quasi un anno fa, abbiamo segnalato le infiltrazioni neofasciste, ribadendo le nostre preoccupazioni alla Prefettura. Dunque il problema non è solo quello che è successo sabato scorso a Roma, ma quello che è stato fatto crescere in questi mesi: va bene una certa tolleranza, siamo in democrazia, ma dalle indagini emergono evidenze pesanti su quello che i neofascisti avrebbero voluto ancora fare a danno della Cgil. Ora l'attenzione è diversa, e speriamo che le regole finalmente valgano per tutti: quando noi manifestiamo chiediamo il permesso, lo facciamo rispettando determinate condizioni come distanze, mascherine, il numero di persone. Diciamo che altri non sempre hanno fatto così”.

Messaggi di solidarietà sono arrivati da tutto il mondo. “L'antifascismo non è mai stato, né mai sarà, una questione solo nazionale – si legge in una nota della Cgil Brescia – L'antifascismo è una forza internazionale, un sentimento che attraversa le barriere tra i Paesi, una posizione politica e di esistenza che parla mille lingue e un solo linguaggio, quello della solidarietà e dell'unione”. Che sia anche questa, allora, la base per costruire un vero sindacato europeo, senza frontiere né confini.

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