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Due piatti vuoti per la pizza ai bambini: costo extra di 4 euro

Il caso del lago di Como anticipato mesi fa

Il sovrapprezzo per la condivisione di un toast sul lago di Como che ha scatenato il dibattito social (e non solo) di questi giorni? A Brescia se ne parlava già mesi fa. Questo per una recensione pubblicata su Tripadvisor nel febbraio scorso e relativa a un desco al ristorante Nolli, in città. Così scriveva il cliente: "Ristorante bello, personale gentile ma non altrettanto positiva l'accoglienza. Con due bambine di 7 e 2 anni ci hanno fatto subito cambiare tavolo sottolineando che non era adatto per i bambini, semplicemente perché di vetro (immagino) e chiedendoci anche se prenotando avevamo indicato la presenza degli stessi. Ordiniamo pizza, molto buona, ma noto che dopo aver detto alla cameriera che la bimba di 2 anni avrebbe diviso la pizza con me, la stessa mi guarda dicendomi 'Segno'. Morale? Scontrino alla cassa trovo la voce di 4 euro divisione pasto, non volevo credere di aver pagato 4 euro perché una bambina di 2 anni ha condiviso la pizza con la mamma".

La replica dei proprietari

Questa la replica di Silvia Moretta, proprietaria del ristorante: "Ricordo bene che vi abbiamo cambiato tavolo, non eravate ancora seduti, accomodandovi in un tavolo da 6 nella saletta superiore: questo perché vi era stato assegnato il tavolone di vetro che, per politica aziendale, diamo solo ad adulti. Non per discriminazione, ma perché è un tavolo più alto del normale e più delicato, già stato rovinato, rigato e a rischio di rottura proprio da famiglie con bambini. Per quanto riguarda il supplemento di condivisione singola portata, è una scelta aziendale ed è scritto anche sul menu proprio per evitare malintesi o sorprese. La applichiamo indifferentemente ad adulti o bambini nel caso in cui occupino un posto a sedere per ore e condividano una singola portata".

Il caso del toast

Si potrebbe aprire una parentesi sull'ennesimo caso in cui tutto è scritto sul menu e, nonostante ciò, si scatena la polemica da recensore. Sul lago di Como, dicevamo, si è andati un poco oltre: in un bar di Gera Lario, per farsi tagliare in due un toast una coppia ha dovuto pagare 2 euro extra. La cifra è stata regolarmente battuta sullo scontrino e quindi tassata. Che dire? Improvvisamente l'Italia s'è desta e i connazionali si sono accorti che andare al bar o al ristorante costa più che rimanere a casa. Si moltiplicano gli scontrini d'indignazione, in gran parte a torto, in rare occasioni a ragione: lungi da noi difendere a spada tratta la categoria della somministrazione di alimenti e bevande, che ha dalla sua la scelta arbitraria sui prezzi al cliente, ma almeno stavolta (e facciamoci una risata) gli scontrini qualcuno li ha fatti. L'indignazione a vario titolo si concentra spesso sui prezzi altissimi di locali e ristoranti nelle piazze più famose del Belpaese: è da decenni che si parla di Venezia, Milano, Roma, Verona e altri. Ma ce n'è ancora bisogno?

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