Giovedì, 18 Luglio 2024
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Costato 1,8 milioni e mai aperto: il ponte della discordia da Striscia la Notizia

In onda a Striscia la Notizia lo strano caso del ponte costato 1,8 milioni di euro ma mai aperto perché i camion non ci passano: tutta la storia

Ponte Caffaro, un nome un programma: la celebre frazione di Bagolino in questi giorni è diventata ancora un po' più celebre. Il motivo è presto detto: un servizio di Striscia la Notizia andato in onda il 4 maggio e che racconta della strana storia del ponte che collega le province di Brescia e di Trento. Ma che succede? Lo storico ponte, costruito dagli austriaci nel lontano 1906, con il passare del tempo è in condizioni precarie.

Ovvero: tra ruggine e usura il rischio di una sua tenuta non più così eccellente è effettivamente concreto. Da qui la decisione di vietare il transito ai mezzi pesanti che pesano più di 40 tonnellate: dalla fine di aprile è attivo anche un sistema di rilevamento targhe, con multe salate per chi sgarra. Ma il problema è anche (e soprattutto) un altro, sollevato appunto da Striscia la Notizia.

Il blitz a Ponte Caffaro di Striscia la Notizia

In loco, infatti, si è presentato Capitan Ventosa, al secolo Fabrizio Fontana, arrivato in valle per raccontare di un altro ponte, di fianco allo storico viadotto, costato 1,8 milioni di euro e completato nel 2017, ma da allora mai aperto. “E' una commedia inspiegabile – ha detto Alex Marini, consigliere della Provincia di Trento – perché è stato progettato e costruito alla velocità della luce, quasi un miracolo. Ma i camion non ci passano per problemi di dislivello e perché la rotatoria ha dei raggi di curvatura strettissimi”.

Insomma, il transito dei mezzi pesanti non s'ha da fare, perché proprio non ci passano. La conferma è arrivata dalle varie prove realizzate a tempo debito. Quindi tutto da rifare, ma è un bel problema: ogni giorno su quella strada transitano circa 5mila veicoli, fino a nuovo ordine dirottati sul ponte antico (ma con il limite delle 40 tonnellate di peso per i camion).

Ipotesi e soluzioni: forse un terzo ponte?

“Così facendo ci obbligano a fare 140 km in più tra andata e ritorno – ha detto a Striscia l'autostrasportatore Pierangelo Zontini – oppure a caricare di meno, con costi aggiuntivi per noi e per le aziende locali, più viaggi e quindi più inquinamento”. I municipi di Bagolini e di Storo, interpellati dalla trasmissione Mediaset, si dicono “inermi” e in attesa di risposte. La palla passa allora alle Province di Brescia e di Trento, che hanno la competenza sulla tratta.

Vista la situazione, l'unica soluzione ad oggi sarebbe installare un ponte militare provvisorio (che quindi sarebbe il terzo) e intanto riparare quello vecchio, che però è bene monumentale e quindi tutelato dai Beni culturali. Altra possibilità: l'ipotesi di lavori di ampliamento al raccordo per il nuovo ponte, così da eliminare la curvatura ad oggi impossibile. Per chi abita (e transita) in zona, non resta altro che aspettare. Ma non sarebbe stato meglio pensarci prima?

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