Viaggiatori millenari incisi nella roccia: il mistero degli "astronauti camuni"

Mistero svelato, ma fa niente: la meraviglia dei pitoti della Valle Camonica nel quarantennale del riconoscimento a Patrimonio Unesco dell'umanità

Gli "astronauti camuni" (Fonte web)

Le incisioni rupestri della Valle Camonica (i cosiddetti pitoti) costituiscono una delle più ampie collezioni di petroglifi preistorici del mondo: sono state il primo Patrimonio dell'umanità riconosciuto dell'Unesco in Italia, nel lontano 1979. L'Unesco ha riconosciuto più di 140mila figure, ma le nuove scoperte hanno progressivamente aumentato il numero complessivo delle incisioni catalogate, che oggi potrebbero essere quasi 300mila.

Ma forse non tutti sanno del mistero che aleggia su alcune di queste incisioni. In generale, i pitoti sono stati scolpiti nella roccia in un arco di tempo di circa 12mila anni: sono presenti in oltre 2mila rocce, in oltre 180 località comprese in 24 Comuni. Ma se il più celebre è sicuramente Archeocamuni di Naquane, Capo di Ponte, esistono altri sette parchi attrezzati per le visite.

Il mistero degli “astronauti camuni”

Dicevamo del mistero. Riguarda in particolare quelli che sono stati definiti come gli “astronauti camuni”: ritraggono dei guerrieri che si affrontano, e che hanno sul capo una sorta di “casco”, da cui sembra possano scaturire dei raggi. Fantascienza, sia chiaro: ma comunque un filone di “archeologia del mistero” che ha scatenato curiosi e ricercatori, con una vasta gamma di pubblicazioni (più o meno scientifiche) che hanno cercato di spiegare il motivo di quella strana raffigurazione.

A sciogliere il nodo, in maniera forse definitiva, ci ha pensato il neurologo Antonio Colombo, direttore del Polo Neurologico Brianteo di Seregno, provincia di Monza Brianza: il dottor Colombo stava rivalutando alcuni lavori scientifici su una rara malattia neurologica, il Kuru, presente solo nella popolazione primitiva Fore della Nuova Guinea. Si caratterizza per atassia cerebellare, ovvero l'incoordinazione nei movimenti e disequilibrio, nonché tremore intenso: è una patologia inesorabilmente mortale, dovuta al cannibalismo ancora praticato in tale popolazione che determina il passaggio dei prioni, responsabili del male, da un individuo all'altro.

Ornamenti millenari dalla Guinea alla Valle Camonica

Ad oggi è quasi completamente debellata, l'antico rituale è ormai proibito: ma in passato soprattutto donne e bambini si cibavano del cervello malato dei morti con lo scopo di assumere le virtù del defunto. Nell'analisi di questa malattia, il dottor Colombo – si legge in una nota – “ha cercato in rete delle fotografie dei popoli della Nuova Guinea ed è rimasto colpito dalle immagini che ritraggono alcuni membri della popolazione dell'Isola di Kiwai, nell'est del Paese, che sono ancora in uno stato tribale primitivo assimilabile a quello dei Camuni nell'Età del Ferro”.

Ecco, incredibile ma vero, una somiglianza storica a migliaia e migliaia di anni di distanza: si vede con chiarezza, infatti, come alcuni soggetti di sesso maschile portino dei caschi costituiti da tralici legnosi, abbelliti da una corona di piume. I nostri antichi Camuni dunque non erano astronauti, “ma guerrieri che portavano sul capo degli ornamenti, che servivano con ogni probabilità a rimarcare il loro ruolo sociale elevato: nulla di fantascientifico, ma solo ritualità tribali primitive”.

I pitoti della Valle dei Segni

Mistero svelato, ma non per questo la saga dei pitoti diventa meno affascinante. In occasione del quarantesimo anniversario del sito Unesco, e a 100 anni dalla prima “preda”, la cosiddetta “Valle dei Segni” non perde il suo fascino, anzi: percorrendo i parchi archeologici della Valle Camonica è possibile ammirare cacciatori, guerrieri e contadini, carri ed aratri, buoi, cervi, uccelli acquatici e cani, capanne e torri. Molti sono i simboli incisi e le teorie che li riguardano: il sito introduce il visitatore a questo incredibile patrimonio, dove l'arte s'intreccia alla storia, alla religione e ai sentimenti dell'umanità, una tappa fondamentale per vivere in prima persona questo emozionante viaggio indietro nel tempo. Ulteriori informazioni sul sito web ufficiale di Valle Camonica Unesco.

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